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L'attacco alla sinagoga del Michigan è stato "terrorismo ispirato da Hezbollah"

L’FBI definisce l’attacco un atto deliberato contro la comunità ebraica del Michigan

L'attacco alla sinagoga del Michigan è stato "terrorismo ispirato da Hezbollah"

L’attacco contro la sinagoga del Michigan, avvenuto all’inizio del mese, è stato ufficialmente classificato come un atto di terrorismo ispirato da Hezbollah. A riferirlo sono le autorità federali statunitensi, dopo una conferenza stampa dell’FBI che ha fornito nuovi dettagli sull’episodio e sul profilo dell’attentatore. Le indagini, ancora in corso, indicano un caso di radicalizzazione individuale alimentata da contenuti estremisti online e dalle dinamiche geopolitiche internazionali.

Le autorità avevano subito indagato sulle segnalazioni secondo cui l'attentatore avrebbe dichiarato di avere avuto familiari uccisi in un attacco aereo israeliano in Libano nei giorni precedenti l’attentato. L’uomo, prima di lanciarsi con la sua auto contro il Temple of Israel, aveva pubblicato sui social media le foto della sua famiglia, tra cui dei bambini, scrivendo che erano stati uccisi in un attacco israeliano a Mashghara.

Un attacco mirato alla comunità ebraica

Secondo quanto reso noto dall’FBI, l’azione ha preso di mira deliberatamente la comunità ebraica e in particolare il Temple Israel di West Bloomfield, il più grande tempio ebraico del Michigan. Il 12 marzo scorso l’aggressore aveva lanciato il proprio veicolo contro l’edificio, aprendo successivamente il fuoco e utilizzando anche materiali incendiari.

All’interno della struttura erano presenti numerosi civili, inclusi circa 140 bambini in un’area prescolare. Nonostante la potenziale gravità dell’evento, non si sono registrate vittime tra i fedeli; un addetto alla sicurezza era rimasto ferito mentre cercava di contenere l’assalto.

Le autorità federali hanno sottolineato la natura chiaramente ideologica dell’attacco, definendolo un’azione pianificata e intenzionale contro un obiettivo simbolico. Secondo quanto riportato da CNN, si è trattato di un gesto “deliberatamente rivolto a colpire la comunità ebraica”.

L’FBI, tuttavia, ha chiarito che, allo stato attuale, non emergono prove di un coordinamento diretto con Hezbollah né di una rete organizzata alle spalle dell’attentatore. Tuttavia, l’ispirazione ideologica è stata ritenuta centrale nella pianificazione dell’azione, configurando il caso come terrorismo “ispirato”, una categoria sempre più rilevante nelle indagini su attacchi interni negli Stati Uniti.

Il profilo dell’attentatore e l’ispirazione ideologica

L’autore dell’attacco è stato identificato come Ayman Mohamad Ghazali, 41 anni, cittadino statunitense naturalizzato e originario del Libano, era entrato negli Stati Uniti nel 2011 e diventato cittadino nel 2016. Le ricostruzioni indicano che l’uomo aveva consumato in modo intensivo contenuti online favorevoli a Hezbollah e ad altri attori filo-iraniani nei giorni precedenti all’attacco.

“Se non fosse rimasto ucciso nell’assalto, sarebbe stato accusato di aver fornito supporto materiale a Hezbollah”, ha dichiarato Jerome Gorgon, procuratore degli Stati Uniti per il distretto orientale del Michigan. Gorgon ha aggiunto che Ghazali si è ispirato alla propaganda di Hezbollah per compiere l'attacco. "Quest'uomo ha agito sotto la direzione e il controllo di Hezbollah", ha affermato Gorgon. "Intendeva uccidere altre persone, non solo se stesso."

Nei giorni successivi all'attentato, va però ricordato che funzionari statunitensi avevano affermato che Ghazali risultava presente nei database del governo federale come persona con legami con "terroristi noti o sospetti" associati a Hezbollah. L'esercito israeliano aveva poi affermato che uno dei suoi fratelli, Ibrahim Muhammad Ghazali, era un comandante di Hezbollah incaricato di gestire le operazioni di armamento nell'unità Badr del gruppo filo-iraniano.

Ghazali avrebbe preparato l’assalto in modo meticoloso: aveva acquistato armi, munizioni e materiali incendiari, oltre ad aver effettuato sopralluoghi e ricerche su obiettivi ebraici nella zona. Tracce digitali recuperate dagli investigatori mostrerebbero anche segnali di crescente radicalizzazione nelle settimane precedenti. Dieci minuti prima di entrare con il suo camion nella sinagoga, Ghazali aveva inoltre inviato alla sorella due video in arabo in cui affermava di trovarsi al più grande raduno di israeliani nello stato del Michigan, di aver piazzato una trappola esplosiva nella sua auto e di essere entrato con la forza per iniziare a sparare alla gente, ha dichiarato l'FBI. "Se Dio vuole, ne ucciderò il più possibile", avrebbe detto Ghazali in una registrazione audio.

Contesto internazionale e allarme sicurezza

L’episodio si inserisce in un contesto più ampio di aumento delle tensioni internazionali e dei crimini d’odio negli Stati Uniti. Gli attacchi contro la comunità ebraica rappresentano ormai una quota significativa dei reati motivati da odio religioso registrati recentemente nel Paese.

Le autorità federali hanno evidenziato come la diffusione di propaganda estremista online e l’impatto dei conflitti in Medio Oriente possano contribuire alla radicalizzazione individuale anche sul territorio americano. In particolare, il caso di West Bloomfield viene letto dagli investigatori come un esempio di come organizzazioni straniere possano influenzare indirettamente individui senza un legame operativo diretto.

A seguito dell’attacco, le forze dell’ordine hanno rafforzato le misure di sicurezza attorno a sinagoghe, scuole e centri comunitari ebraici in tutto il Paese. L’FBI ha inoltre ribadito l’importanza della collaborazione tra agenzie federali e comunità locali per prevenire ulteriori episodi.

Il caso

resta aperto e sotto monitoraggio, mentre le autorità continuano a indagare su eventuali connessioni internazionali e sulla rete digitale che ha contribuito alla radicalizzazione dell’attentatore.

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