Attacco kamikaze in una moschea. Strage di poliziotti

Un kamikaze si è fatto esplodere all'interno della moschea del quartier generale della polizia di Peshawar, la città del Pakistan più vicina al confine con l'Afghanistan. I Talebani pakistani rivendicano l'attentato

Attacco kamikaze in una moschea. Strage di poliziotti

Sta assumendo i contorni di una strage l'attentato compiuto nelle scorse ore in Pakistan. A Peshawar, nella parte nord occidentale del Paese, un kamikaze si è fatto esplodere all'interno di una moschea. Il luogo in quel momento era molto affollato, essendo in corso la Salat Al Zuhr, ossia la preghiera di mezzodì. La polizia ha reso noto che al momento il bilancio parla di 56 morti, ma ci sono almeno 150 feriti. Molti purtroppo sono in gravi condizioni.

Colpita la moschea del quartier generale della polizia

La dinamica riportata dai media locali appare tragicamente chiara. Un kamikaze, in un orario in cui in tanti erano riuniti per la preghiera, si è fatto saltare in aria provocando la morte di chi gli era intorno ma anche di chi è rimasto schiacciato dal crollo parziale dell'edificio.

Secondo il corrispondente di Al Jazeera, il kamikaze era uno dei fedeli che in quel momento stava pregando. I testimoni ascoltati dai giornalisti dell'emittente araba, hanno sottolineato che l'attentatore si trovava nelle prime file e stava partecipando alla funzione religiosa.

Il luogo scelto per l'attacco probabilmente non è casuale. La moschea infatti si trova all'interno del quartier generale della polizia e dei servizi di sicurezza di Peshawar. Molte delle vittime, hanno sottolineato gli amministratori locali, erano agenti intenti in quel momento a pregare prima di ritornare a lavoro.

Chiaro quindi come la principale intenzione di chi ha ideato l'attacco fosse quella di colpire al cuore le istituzioni dello Stato pachistano nella città. Il Paese, già scosso per l'incidente stradale accaduto ieri nel Belucistan, dove lo schianto di un autobus ha causato almeno 51 morti, adesso piange la strage di poliziotti a Peshawar. Si teme un bilancio ancora più grave di quello già riportato.

In una conferenza stampa tenuta poco dopo l'attentato, Ghulam Ali, governatore della provincia del Khyber Pakhtunkhwa, ha dichiarato che diverse squadre di soccorso stanno giungendo sul posto per recuperare i feriti ancora sotto le macerie della parte crollata della moschea. Rafforzate tutte le misure di sicurezza attorno Peshawar.

Colpita una delle città simbolo dei pashtun

Al grande pubblico Peshawar è forse diventata famosa nei primi mesi di guerra in Afghanistan. Nel 2001, gran parte della stampa internazionale che seguiva gli eventi successivi all'11 settembre, è arrivata proprio in questa città. Il motivo è semplice: Peshawar è il principale centro pakistano prima del confine con l'Afghanistan.

Non solo, ma gran parte degli abitanti è di etnia pashtun. L'etnia maggioritaria cioè in Afghanistan e di cui fanno parte i talebani. Negli anni della guerra contro gli studenti coranici, Peshawar è sempre stata al centro delle cronache. Ma ancora adesso, con il ritorno al potere dei talebani a Kabul, la città ha una sua vitale importanza. Il confine è a pochi chilometri ed è da qui che passa in parte il destino dell'Afghanistan.

La rivendicazione dei talebani pakistani

Alcune ore dopo l'attacco di Peshawar, è arrivata la rivendicazionedel Ttp. Sigla che sta per Tehrik-e-Taliban Pakistan, un nome che indica chiaramente il legame del gruppo con i talebani. Tanto è vero che spesso la milizia viene identificata come la cellula pakistana dei talebani. In una nota apparsa sui social, i leader del Ttp, ossia Mukarram Khurasani e Sarbakaf Mohmand, hanno rivendicato l'azione.

In particolare, hanno dichiarato che l'attentato di oggi è una vendetta per l'uccisione di Omar Khalid Khorasani, uno dei fondatori del gruppo.

Ad entrare in azione è stato un kamikaze aveva 25 anni, il quale si era mescolato tra i fedeli all'interno della moschea colpita. Il gruppo non è nuovo ad attacchi del genere. Il 16 dicembre 2014, un kamikaze del Ttp ha ucciso 145 persone all'interno della locale scuola militare.

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