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Terrorista di Hamas arrestato in Grecia: dopo aver ottenuto lo status di rifugiato in Germania è volato a Gaza

In arresto Yousef M., 37 anni, che Bild indica come nato a Il Cairo e arrivato nel Paese ellenico nell’ottobre del 2023 e ritenuto un membro estero di Hamas

Terrorista di Hamas arrestato in Grecia: dopo aver ottenuto lo status di rifugiato in Germania è volato a Gaza
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Operazione antiterrorismo in Grecia, a Creta, dove i servizi segreti greci hanno tratto in arresto Yousef M., 37 anni, che Bild indica come nato a Il Cairo e arrivato nel Paese ellenico nell’ottobre del 2023 e ritenuto un membro estero di Hamas. Secondo altre fonti si tratta di un soggetto palestinese ma, nei fatti, risulta aver chiesto (e ottenuto) la protezione internazionale nel Paese ellenico. Con lo status di rifugiato in tasca è uscito dalla Grecia ma i suoi spostamenti devono ancora essere tracciati con cura dagli investigatori, e ha fatto la sua comparsa in Germania un mese dopo, a novembre del 2023.

Qui ha chiesto nuovamente asilo nel 2025. L'ufficio immigrazione tedesco (BAMF) basandosi sul trattato di Dublino e sulla precedente domanda di asilo accolta in Grecia, ha proposto per lui il rientro nel Paese ellenico ma un tribunale amministrativo tedesco ha bloccato il trasferimento, permettendogli temporaneamente di restare in Germania. La procedura per l’asilo è andata avanti e a settembre era stato convocato alle audizioni per l'asilo in Germania ma si era reso irreperibile, spingendo le autorità tedesche ad archiviare il suo caso. Secondo gli investigatori, è in questo periodo di irreperibilità che si è trasferito nella Striscia di Gaza per frequentare un campo di addestramento terroristico di Hamas. Nelle scorse settimane, dopo il presunto addestramento, è tornato in Grecia, stabilendosi a Creta dove ha trovato lavoro come custode in un hotel ma facendo frequenti viaggi verso Atene, dove ha allestito il laboratorio. L’uomo è stato arrestato a Creta ma durante la perquisizione nell’appartamento della Capitale è stato trovato materiale sospetto relativo all’ipotesi che fosse in procinto di organizzare un attentato.

C’era un bilancino di precisione ma risultano a suo nome anche alcuni ordini di materiale chimico, utilizzabile per la realizzazione di esplosivi. Inoltre, l’uomo sarebbe stato in contatto anche con altri esponenti di Hamas. Secondo gli investigatori, l’uomo era pronto a colpire obiettivi israeliani o ebrei in Germania. A confermare la gravità dello scenario ci sono anche i passaggi di una sentenza emessa a fine marzo dalla Corte d’appello di Berlino contro alcuni esponenti della rete. I giudici tedeschi hanno messo nero su bianco come la sigla del terrore islamista stia muovendo le sue cellule direttamente sul suolo europeo, pianificando attacchi mirati contro obiettivi israeliani e sinagoghe.

Una svolta che per gli analisti dell'intelligence rappresenta un punto di non ritorno: la Germania ha smesso di essere una semplice retrovia logistica o un rifugio sicuro per i militanti di Hamas, trasformandosi a tutti gli effetti in un fronte d’attacco.

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