«Il testamento biologico ora c’è. Ma non vale»

La giunta comunale di Marta Vincenzi ha approvato l'istituzione del registro dei testamenti biologici per i cittadini genovesi. Lo hanno annunciato ieri mattina il sindaco e l'assessore Paolo Veardo. Sostanzialmente si potrà fare il testamento da fine novembre presentandosi con un paio di testimoni all'anagrafe di corso Torino che aprirà un ufficio dedicato alla gestione delle pratiche. Un tempismo perfetto. Anzi, un'anticipazione della legge che a livello nazionale dovrà essere discussa un'altra volta alla Camera dopo che il Senato ha recentemente vagliato la proposta. Ma anche uno strumento, quello comunale, che non servirà a granché. Se alcuni dicono che si tratta di un progetto e di soldi buttati via, Marta Vincenzi spiega che si tratta di un'operazione al servizio dei cittadini.
«D'altronde - dice il sindaco - l'avevamo indicata nel programma delle elezioni. Siamo a favore del testamento biologico e, adesso, ci siamo mossi per concretizzare uno dei punti indicati e per il quale sono stata eletta. È un segno di rispetto nei confronti dei cittadini oltre che una cosa giusta e un servizio pubblico importante. Vedremo poi quale sarà la risposta, quantitativamente, dei genovesi che intendono aderire. Su come la penso in fatto di eutanasia, accanimento terapeutico, idratazione e alimentazione sotto controllo medico, non mi pronuncio. Sono opinioni personali».
Peccato che il servizio pubblico sia inutile. E che, legalmente, non valga proprio niente. Senza la legge a livello nazionale, infatti, il testamento biologico genovese non ha alcun valore. Considerato che la disciplina non prevede di comunicare i dati sullo stato di salute del paziente a terzi, ma soltanto ai familiari. Potrebbe avere, quindi, soltanto un significato morale.
«Concretamente il testamento biologico genovese - ammette Veardo - non ha valore legale. Almeno adesso. Ma lo potrebbe avere se rispetterà i canoni della legge nazionale che il Parlamento si appresta a votare. Chi è contro la nostra iniziativa, così come chi parla di catto-bersaniani, fa soltanto polemica sterile. Non occorre complicare le cose. Il Comune ha voluto soltanto offrire un servizio ai cittadini. Tutto qui. Noi siamo per il rispetto delle leggi, ci mancherebbe, e, su questo tema, la legge autorizza il Comune a istituire delle procedure».
«Personalmente - aggiunge Veardo - la mia posizione sulla delicata questione è chiara. Così come sono contrario all'accanimento terapeutico, sono contro alla sospensione all'idratazione e all'alimentazione assistita».
Ecco come funziona la procedura del testamento biologico genovese. I cittadini interessati, a partire da fine novembre, potranno rivolgersi agli uffici di corso Torino per depositare e fare registrare le proprie volontà anticipate sui trattamenti medici e sanitari a cui essere sottoposti o meno nel momento in cui non fossero più in grado di decidere autonomamente. Il testamento biologico, redatto in piena libertà di forma e contenuti, dovrà essere consegnato in busta chiusa e sigillata. Il cittadino che vorrà usufruirne dovrà presentarsi in compagnia di massimo due fiduciari con un documento di identità valido. L'ufficio comunale farà quindi sottoscrivere una dichiarazione in cui si darà atto della consegna del testamento biologico e della nomina del fiduciario, cioè della persona che potrà ritirare la busta nel momento in cui questa eventualità fosse necessaria. L'intera operazione verrà registrata su di un apposito registro informatico. In attesa dell'approvazione della legge nazionale il servizio sarà offerto gratuitamente dal Comune.
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