Il testamento di Ferrara:«Non devo aver vergogna»

Il tecnico della Juve è pronto a lasciare la panchina. «Non dirò mai nulla contro questa società. Ringrazio Mourinho che mi ha definito eroe. Gli eroi non sono questi, forse si riferiva a Ferrara Balboa. Sarei stato indifendibile anche con Moggi»

Ciro Ferrara è già pronto ad andarsene. Si è presentato in conferenza stampa come uno con la valigia in mano. I dirigenti della Juve sono impegnati a contattare traghettatori a cui affidare la squadra nella seconda fase della stagione. E lui è chiamato a metterci la faccia. «E non ho nulla da vergognarmi. Quando mi comunicheranno qualcosa di diverso ne prenderò atto. Fino a quel momento mi comporterò con serietà, professionalità e rispetto di un ambiente e di una società che a me ha dato tanto e a cui ho dato tanto. Non per ultimo la possibilità di allenare la Juve. Questo è il mio spirito, anche se leggo, ascolto, ma fino a quando nessuno mi comunicherà qualcosa, io mi comporterò così. E poi accetterò il mio destino. L'idea di abbandonare o trovare altre soluzioni non mi è mai passata per la testa per rispetto nei confronti della società. E per rispetto ala mia coscienza. Ogni scelta l'ho fatta così, e quindi alla mattina quando mi alzo mi guardo allo specchio e vado avanti. Anche se i risultati non mi danno ragione. Alla mattina mi chiedo cosa sia successo: nelle difficoltà ho fatto scelte con coscienza. Se mi fossi reso conto di avere un ambiente ostile, forse avrei pensato alle dimissioni, ma così non è. E non dirò mai nulla contro la Juventus».
Sembra un testamento e forse lo è. «Non credo che mi abbiano delegittimato nei confronti della squadra. Ho a disposizione calciatori professionisti, si comporteranno come tali fino alla fine», dice Ferrara. «In queste situazioni non ci vuole coraggio, ci vuole responsabilità e coscienza del momento e del ruolo che svolgo. Sono qui in questo ruolo, devo accettare critiche e polemiche. Devo metterci la faccia nei momenti positivi e in quelli meno belli».
Il tecnico è sempre stato convinto di poter risollevare la squadra che, invece, da oltre 2 mesi è sprofondata in una crisi senza fine. «Potrei stare qui anche a trovare alibi, ma non voglio. Questo tipo di esperienza mi risulterà comunque molto utile, questi 6 mesi di Juventus valgono 10 anni da un'altra parte». Josè Mourinho, allenatore dell'Inter, ha definito «eroe» qualsiasi tecnico capace di resistere per un anno su una panchina italiana. «Lo ringrazio per le sue parole, mi fa piacere, ma non ritengo che un allenatore possa essere considerato un eroe. Forse si riferiva al Ferrara Balboa», commenta Ferrara.


Ferrara non ha ricevuto comunicazioni ufficiali dalla Juventus ma risponde indirettamente a Moggi. «Con questi risultati, sarei stato indifendibile anche se ci fosse stato Moggi», dice riferendosi all'ex direttore generale bianconero che lo considera vittima dell'attuale gestione societaria.

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