Tifosi, in trasferta solo i «tesserati»

Quattro mesi di tempo e all’Olimpico (come in tutti gli altri stadi d’Italia) i tifosi ospiti entreranno solo con la «Tessera del tifoso». Che in pratica equivale a dire che le partite della Roma, della Lazio e della nazionale saranno esclusiva del tifo di casa. La direttiva della Prefettura fissa come limite il primo gennaio 2010 e invita i tifosi all’acquisto del documento onde evitare «inconvenienti ai cancelli». Una scrematura del tifo che, in sostanza, mira a cambiare i connotati agli spalti: meno tifo organizzato e più famiglie. Impresa ardua con la crisi economica galoppante e il poco appeal della serie A, ma che «scalda» il tifo romano, avvezzo da sempre alle trsaferte di massa. Si parte con una manifestazione a Roma il 20 settembre e si continuerà con le curve vuote. Nel frattempo i tifosi «potranno acquistare la tessera presso le rivendite - fanno sapere dalla Prefettura - o le sedi delle società sportive che stanno vagliando la possibilità di attribuire ai tifosi in possesso della tessera alcuni vantaggi come una distribuzione gratuita fino a fine dicembre 2009».
«Va chiarito - commenta il presidente della Federcalcio Giancarlo Abete - che non avere la tessera del tifoso non è un’esclusione neanche per i tifosi dei club. Anzi, dal primo gennaio determina la possibilità di andare in tribuna ospiti durante una trasferta superando i divieti di ordine pubblico. Se ci sono prescrizioni e non si possiede quella tessera, un appassionato che si trovi in un’altra città può assistere alla partita della sua squadra acquistando un biglietto negli altri settori».
«Speravamo che questa iniziativa non fosse obbligatoria - aggiunge Abete -. Ma ora il decreto del Viminale consente alle società di avere quattro mesi di tempo per attrezzarsi. Il calcio deve valorizzare l’aspetto di fidelizzazione e di servizio della tessera, perchè il tifoso non la viva come un vincolo. È uno strumento di sicurezza, ma non è esatto dire che senza non si va in trasferta. Le restrizioni - conclude il presidente della Figc - sono legate ai Daspo. Tutti noi, quando andiamo a un evento pubblico, tra migliaia di persone, vogliamo sapere chi è presente».
Intanto - ed è una notizia che inteeressa tutti i tifosi d’Italia - ieri è nato il primo fan club della nazionale azzurra. «Vivo azzurro, Italia tifa bene»: questa è la denominazione che caratterizza il progetto di community dedicato ai tifosi della nazionale presentato ieri dal presidente Abete. La card Vivo azzurro - si legge dal sito della Figc - è uno strumento di aggregazione che, allo scoccare dei 100 anni di attività della nazionale, si propone di fidelizzare i tifosi azzurri mettendo a loro disposizione uno strumento che, nello stesso tempo, offre la possibilità di disporre di servizi esclusivi ad essa abbinati secondo una logica di appartenenza, nel segno dei valori della storia e tradizione del calcio italiano. Ma è un progetto che determina una dimensione di appartenenza e non di esclusione».
I termini di utilizzo del servizio «Vivo azzurro» sono disponibili nell’apposita sezione pubblicata sul sito della Figc: a partire da oggi e sino al 30 novembre saranno diffuse tutte le informazioni utili, le adesioni partiranno dal primo dicembre, mentre la tessera entrerà in funzione da gennaio 2010. Per i giovani al di sotto dei 16 anni sono previste forti agevolazioni.