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Il tirocinio di Sayf: "A Sanremo non sarò un Ghali 2.0"

Il cantante mescola rap con la canzone d'autore

Il tirocinio di Sayf: "A Sanremo non sarò un Ghali 2.0"
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Detto così a scatola chiusa, Sayf ha le carte in regola per diventare una delle sorprese del Festival di Sanremo prossimo venturo. Genovese figlio di padre italiano ("Dal 1300", scherza) e madre tunisina canterà Tu mi piaci tanto, un brano che si potrebbe definire "multilivello": il ritornello non fa prigionieri, il resto ha contenuti più vicini alla canzone d'autore e citazioni ad ampio raggio, da Cannavaro a Berlusconi a Tenco. Mentre prepara la focaccia (ha fatto il fornaio a Camogli), i dreadlocks annodati e un nettissimo accento genovese, Adam Viacava detto Sayf con l'accento sulla a, classe 1999, si è già fatto conoscere al grande pubblico cantando con Mengoni e Rkomi il tormentone Sto bene al mare ma si è già conquistato una bella nicchia nello smisurato collage del rap italiano. Ma attenzione: Sayf non fa parte del club degli esibizionisti del lusso e delle rivendicazioni copiaincolla. È più legato al bisogno di raccontarsi e raccontare, individuando specialmente le debolezze e i sogni. "Mi porto dietro tanto della scuola cantautorale genovese, da De André a Paoli e Lauzi, ma anche di quella napoletana visto che adoro Enzo Avitabile".

Ha le idee chiare, Sayf: circa una decina di anni fa ha superato il primo provino di X Factor ma poi non ha voluto proseguire: "Ho capito che non era la mia storia, almeno in quel momento". E la sua particolarità è anche quella di sapersi distinguere pur rispettando le proprie origini. Nel pezzo cita la celebre frase di Berlusconi "L'Italia è il paese che amo" e non ha problemi a dire che la pensa così anche lui. Anzi: "Il fatto che io sia anche tunisino dà un valore aggiunto a questa frase". E che abbia una bella attitudine lo conferma per tutto l'incontro con la stampa. In merito alla eventuale partecipazione all'Eurovision Song Contest in caso di vittoria dice che non sa cosa risponderà alla Rai. "Dico che non lo so", scherza prima di precisare che "condivido in generale le posizioni di chi protesta e credo che l'argomento Palestina non debba sparire dalle cronache". In ogni caso, spiegherà che "io non sono qui a fare Ghali 2.0 solo perché sono di origini tunisine e ho i capelli simili. Non sono qui a riprendere un suo discorso o fare qualcosa di già fatto". Quindi niente slogan sul palco dell'Ariston.

"Sono concentrato più sulla mia vita personale, ho più sogni personali che artistici, ad esempio mi piacerebbe dare un aiuto maggiore ai miei genitori". All'Ariston si esibirà nella serata della cover con Alex Britti e Mario Biondi in Hit the road Jack di Ray Charles: "Per me Sanremo è un tirocinio, un esordio a livello nazionale". Pacato e ragionevole, così si fa.

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