Nato con la giacca, perlomeno artisticamente. A 65 anni Tony Hadley si prende la scena esattamente come lo faceva a 25 o giù di lì: con estrema eleganza. Perché il pop dei suoi Spandau Ballet ha disegnato a colpi di sassofono e del timbro della sua voce un decennio nel quale c'erano due modi per andare in scena: o sommersi di pizzi, trucco e tagli cotonati, come i "rivali" Duran Duran o Adam And The Ants, oppure come dei perfetti broker della City, come per l'appunto facevano gli Spandau o l'altrettanto impeccabile Bryan Ferry dei Roxy Music. Quel che è certo è che le canzoni di Tony Hadley e della band con cui questo distinto signore originario di Islington (nord di Londra) conquistò il mondo del pop negli anni Ottanta sono ancora attualissime. Molto più attuali di tante canzoni di quel decennio ottimista, coloratissimo e non sempre musicalmente sobrio.
La prova Tony Hadley la darà ancora una volta in Italia, oggi e domani al Teatro Manzoni. E sarà facile capire il segreto: se tante hit dei favolosi Ottanta appaiono oggi invecchiate a colpi di tastiere e sintetizzatori, batterie elettroniche e suoni caricati a mille, quelle degli Spandau Ballet, non avendo il "lifting", non se lo devono fare ora. I suoni erano asciutti, le armonie eleganti: batteria acustica, basso, chitarra Fender, saxofono, tastiere tradizionali. Perfetta sartoria musicale, giusto giusto come una delle giacche di Hadley.
Il cantante britannico è di nuovo in Italia Paese di cui adora il pubblico ("il primo a dare agli Spandau Ballet il successo trionfale, prima ancora del Regno Unito"), il vino, il cibo perché sfrutta l'onda dell'ultimo disco "If I Can Dream" uscito nel 2025. L'amore di Tony Hadley per l'Italia ha preso anche una forma musicale: il cantante e autore londinese ha collaborato con diversi artisti del nostro Paese, da Caparezza in "Goodbye Malinconia" a Nina Zilli in "Fairytale of New York". Nel 2019 è stato ospite al Festival Di Sanremo, duettando con Arisa nel brano "Mi sento bene", è poi apparsi in programmi televisivi come "Propaganda Live" su La7, e ha accolto l'invito di Fiorello per "Viva Radio2". Le ultime notizie lo vogliono presente dagli amici Elio e le Storie Tese al Concertozzo del 27 giugno prossimo a Biella.
Per il pubblico dichiaratamente nostalgico, canzoni come "True", "Gold", "I'll Fly For You" "Round And Round", "Through The Barricades" pubblicate nell'era d'oro degli Spandau Ballet, o brani come "Passing Strangers" o il più recente "Obvious" sono il biglietto di andata e ritorno da un'epoca in cui la musica non era ancora suddivisa in impermeabili categorie generazionali, come accade oggi. In tutti questi anni, come solista Tony Hadley ha tenuto concerti in tutto il mondo, sia con la sua band sia con gruppi swing e grandi orchestre. Da buon londinese, poi, si è tolto lo sfizio di cantare e recitare in uno dei musical più mitici della storia, "Chicago" di John Kander, Fred Ebb e Bob Fosse, dove ha interpretato il ruolo dell'elegante e alquanto cinico avvocato Billy Flynn (nella cui parte è previsto anche un numero di tip tap).
Se oggi la voce di Hadley è ancora salda, c'è un perché: "La mia voce è un dono di natura ma fino a certo punto ha spiegato in diverse occasioni il cantante britannico Cantare è come correre: devi
continuare a esercitarti, ad allenarti con costanza ogni giorno altrimenti, se ti fermi, poi è difficile riprendere". Questo signore non ha smesso mai di correre, per di più in giacca. Ad accompagnarlo, la fida Fabolous TH Band.