Al Tour controllo doping nel giorno del Papa

In queste due settimane e mezzo si è parlato tanto di tutto e pochissimo di ciclismo. Si è disquisito fino alla noia dei grandi separati in casa: Armstrong e Contador. Ma anche del problema radioline. E poi di quei due ragazzotti scellerati, che si sono divertiti a sparare in gruppo. E poi di quell’incidente mortale: purtroppo una signora al Tour ha perso la vita. Ieri c’è stato anche il saluto del Papa, ma quello che forse ha fatto ancora più rumore e notizia è la reazione scomposta di Bernard Hinault, grande gloria francese, del Tour e del ciclismo tutto, che forse le parole di Benedetto XVI non le ha ben comprese, perché in questo Tour disegnato male e corso peggio, fa notizia tutto ciò che c’è attorno e fa contorno. È forse il nuovo corso del ciclismo che sta cambiando pelle, che in questi anni ha lasciato per strada tanti dopati, ma si è anche profondamente ripulito. Questa pulizia che tutto livella e normalizza, con la sola eccezione di un Contador che quando c’è da attaccare attacca e si porta a casa quello che si è messo in testa di portare a casa.
È un Tour che ieri è passato anche per l’Italia, a soli 3 km da Les Combes, dove Papa Benedetto XVI si trova in vacanza: per l’occasione il pontefice ha diffuso un messaggio, in italiano e in francese. «L'impegno nello sport contribuisca alla crescita integrale della persona» ha detto il pontefice rivolgendosi poi a tutti gli sportivi, ricordando loro che l’impegno sportivo «non sia mai separato dal rispetto dei valori morali e sia attento ai valori educativi». Singolare e un po’ scomposta la reazione del cinque volte vincitore del Tour, Bernard Hinault. «Dobbiamo smetterla di parlare sempre di doping ­ ha detto il bretone - anche perché, purtroppo, la droga non c’è solo nello sport». Inutile spiegare a Hinault che il Papa ha parlato di sport perché sotto la sua finestra sfilavano degli sportivi. Va be’...
Fatto sta, ieri al confine tra Svizzera e Francia, la gendarmeria ha cercato nell’ammiraglia della Astana, la formazione in cui militano Armstrong e Contador, prodotti sospetti. Il portavoce del team, Philippe Maertens, ha dichiarato che «nei controlli durati 3 ore non sono state rinvenute sostanze illecite».
Ieri intanto ha vinto il basco Mikel Astarloza, settimo un mai domo Franco Pellizotti, sempre più maglia a «pois». Nibali è risalito al sesto posto nella generale, mentre Evans ha perso altri 3 minuti. Oggi il tappone. Da Bourg-St-Maurice a Le Grand-Bornand: 50 km di salita, 5 passi da scalare, con la Colombière posta a soli 15 km dal traguardo.

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