In trappola la tartaruga azzannatrice

Mentre continua la caccia al boa sparito, nei giorni scorsi rintracciato un altro animale pericoloso per l'uomo

In trappola la tartaruga azzannatrice

In potenza i milanesi potrebbero trovarsi per le strade anche una vedova nera, un coccodrillo, una pantera, una tigre o un rettile, come la serpentessa fuggita al padrone e tutt'ora in libertà non vigilata, perché il gusto dei meneghini per gli animali bestiali è senza limiti. Dieci giorni fa la Forestale ha catturato la tartaruga azzannatrice abbandonata nei giardini di villa Reale, una specie che già dal nome fa capire di non comportarsi in modo politically correct.

«In città c'è di tutto» rivela subito Ermanno Giudici, presidente dell'Enpa, l'Ente nazionale protezione animali. Poi si preoccupa di mettere tutti tranquilli per il boa uscito dalla sua casa e forse rintanatosi nella rete fognaria. «Viste le temperature di questi giorni potrebbe essere già morto o intorpidito dal freddo. A chi lo avvistasse vogliamo dire di mantenere la calma e di chiamarci. Un boa di un metro e mezzo non è una minaccia. Al massimo può morsicare, ma il suo morso non è pericoloso».

Sarà alla ricerca di un luogo caldo che non trova la serpentessa, mentre al caldo delle case cittadine stanno riposando altre bestie che non sono cani e gatti. «Noi continuiamo a raccomandare di non tenere determinati esemplari. E' una sofferenza per loro, perché non potranno mai vivere come in natura e soprattutto non è sano».

Ma forse, i casi di fuga come il boa di questi giorni, fanno riflettere sul rapporto uomo-animale, che non si può sempre sbrigativamente riassumere nel termine: da compagnia. «Il guaio è scoppiato più forte con l'avvento di internet che facilita l'acquisto di animali selvatici e rari, molto ambiti dai collezionisti. Per capirlo è sufficiente dare una scorsa ai siti».

Il giardino vivente, al di là della specie umana, si divide in tre categorie. Gli animali proibiti da una legge del 1996 perché considerati pericolosi, quali pantere, tigri, procioni, coccodrilli. Poi ci sono i protetti dalla Convenzione internazionale di Whashington perché ritenuti a rischio di estinzione: rettili come il boa in circolazione, pappagalli, rapaci, pitoni, gatti del Bengala. Infine quelli ritenuti positivi per l'uomo, perché capaci di intrattenere un rapporto pacifico con l'uomo.

State cercando il boa? «E' impensabile tentare di farlo - dice Ermanno Giudici -. Interverremo nel caso ricevessimo una segnalazione di avvistamento». Certo non sarebbe simpatico trovarsi un boa nel salotto, entrando in casa, ma all'Enpa non nascondono che, visti i gusti di alcuni milanesi, potrebbe anche capitarci di peggio. Ma dobbiamo tenere conto che non deve essere stato neppure simpatico per un boa vivere in una casa milanese, che non è certo il suo ambiente naturale.

Può intercorrere un rapporto amoroso tra un essere umano e un serpente? E' questa la domanda che forse nessun animalista si è ancora posto, una prospettiva che in futuro potrebbe ribaltare il concetto di che cosa significhi sia per gli uomini sia per gli animali vivere su questa variegata terra.

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