E adesso cè un Forza per ogni dove. In principio fu la mai sopita battaglia fra ex An ed ex Forza Italia, che a un tratto venne dichiarata assieme alla guerra: Forza Lecco nasceva così, era il 10 marzo scorso, col dichiarato intento di contrastare legemonia degli alleati dun tempo, poi cofondatori, ai congressi del Pdl. «Una cosa è gestire le tessere, mestiere in cui i partiti modello prima repubblica hanno grande dimestichezza. Altra cosa è gestire il consenso e le logiche di spartizione hanno allontanato gli elettori» aveva esplicitato il senso della lista il presidente Massimo Sesana.
Gli ex An la presero male, col deputato Massimo Corsaro a fare stizzita ironia sulla madrina delloperazione e ispiratrice del network di liste, lex ministro Michela Vittoria Brambilla: «Qualcuno teme di perdere le proprie rendite di posizione da cortigiano». Una sottovalutazione del fenomeno, visto che poi tutti hanno copiato, spostando la battaglia congressuale sul piano delle amministrative. A Verona i 14 azzurri fedeli al sindaco leghista Flavio Tosi sono stati sospesi dal Pdl, ma intanto hanno fornito un metodo nuovo a chi voglia aggirare la rottura dellalleanza col Carroccio, come sta già accadendo a Gorizia. Col placet di Silvio Berlusconi, che apprezza il richiamo alle origini movimentiste del 1994, e di Umberto Bossi, che non disdegna i consensi. Da Verona londata azzurra sè allargata al Veneto: proprio ieri lex governatore Giancarlo Galan, che già nel 2010 depositò il simbolo Forza Veneto intestandolo alla moglie, ha fatto appello al Cavaliere, «recuperiamo lo spirito del 94», e ha svelato di aver convinto il segretario Alfano a non espellere i 14 veronesi, non a caso attirandosi le ire di Alberto Giorgetti, coordinatore veneto ed ex An.
Ma al di là del taglia e cuci con la Lega, le liste azzurre stanno proliferando in contrapposizione con gli ex An. In Lombardia i vicini comaschi stanno pensando di seguire lesempio lecchese.
Dal Trentino allEmilia, proliferano i simboli degli ex Fi sul modello di Lecco
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