Tursi propone di tenersi la spazzatura a domicilio

Tursi propone di tenersi  la spazzatura a domicilio

C'è chi butta la polvere di casa sotto il tappeto e chi, come il Comune di Genova, prova a nascondere le magagne dentro delle belle compostiere. Palazzo Tursi ha scelto infatti i giorni caldi delle polemiche sul nuovo passaggio da Tia-tariffa igiene ambientale a Tia-tassa imposto nel 2009 dalla Corte costituzionale, per lanciare la campagna di raccolta differenziata «La natura non produce rifiuti», tesa a incentivare tra i cittadini l'abitudine al compostaggio domestico (ossia a trasformare i residui organici e vegetali in concime per uso proprio).
Una bella iniziativa, senza dubbio, che mette a disposizione di quanti hanno un giardino o un terrazzo piantumato di almeno 15 metri quadrati e presentano richiesta ad Amiu, 2250 compostiere in comodato gratuito e sconti da 10 a 15 euro sulla gabella annuale; ma che non dipana l'aggrovigliata matassa della gestione della spazzatura nel capoluogo ligure.
Mentre sembra profilarsi all'orizzonte la possibilità che il costo dell'obbligata ri-trasformazione della tariffa sui rifiuti in tassa ricada, come troppo sovente, sui cittadini, l'assessore competente Carlo Senesi prende infatti tempo e si appella al Governo: «Spero che venga riconfermato l'aspetto tariffario, che lega la produzione dei rifiuti al costo per smaltirli - spiega - è in questo modo che diventa possibile promuovere iniziative come quella sul compostaggio». Il Comune insomma vuole poter continuare a contare sulla TIA per finanziare progetti e aumentare i livelli di raccolta differenziata, ancora troppo bassa se si fa riferimento al resto d'Italia. Anche la valorizzazione dell'umido che può diventare, come facevano gli antichi e come fanno ancora oggi i contadini, valido concime, rientra in questa politica e perciò sarà diffusa pure nelle scuole. La maggior parte degli istituti primari e secondari dotati di spazi verdi ha d'altronde già aderito al programma e con appositi corsi insegnanti e ragazzi saranno educati a questa pratica. Inoltre, presso i Municipi, per la parte teorica, e presso l'Agrario Marsano, per la parte pratica, tutti i cittadini saranno presto invitati a lezioni sulla tecnica migliore per produrre efficace fertilizzante, riducendo contemporaneamente i rifiuti da inviare in discarica. Amiu e Amministrazione comunale ce la stanno mettendo tutta, quindi?
A leggere l'ultimo dossier appena pubblicato da Cittadinanzattiva sembra proprio di no. Secondo l'associazione di consumatori, a livello italiano la gestione dell'immondizia ha costi maggiori laddove il servizio è peggiore, e Genova non è proprio tra le città più economiche. Inoltre anche rispetto al resto del territorio ligure, è nel capoluogo regionale che le famiglie sono costrette all'esborso più consistente con una tariffa media di 237 euro, 37, 33 e 46 euro in più di quanto pagano spezzini, savonesi e imperiesi. «Come già accaduto in passato i dati diffusi da Cittadinanzattiva non mi risultano - taglia corto Senesi - e poi bisogna anche tener conto che Genova in quanto grande città ha costi maggiori».

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