Il popolo della Lega Nord piange il suo fondatore Umberto Bossi. Ha segnato la vita politica della Seconda Repubblica ed è parte integrante della storia del centrodestra italiano. Si è spento a 84 anni.
Dagli esordi in politica all'ingresso in Parlamento
Bossi, soprannominato da tutti il “senatur”, nasce nel 1941 a Cassano Magnago in provincia di Varese e, fin da giovanissimo, entra nel mondo del lavoro facendo i lavori più disparati. Si iscrive alla facoltà di Medicina dell’Università di Pavia, ma non completerà mai gli studi e, nel 1961, partecipa, insieme al suo complesso, al Festival di Castrocaro dove viene bocciato. La passione politica lo porta ad avvicinarsi, inizialmente, ai movimenti di estrema sinistra e nel 1975 si iscrive al PCI di Samarate ma la svolta arriva nel 1979 quando incontra Bruno Salvadori, leader dell’Unione Valdôtaine. In quel periodo, poco dopo le elezioni Europee, Bossi, insieme a un giovanissimo Roberto Maroni dà vita al giornale Nord Ovest, prima testata pre-leghista finanziata dai piemontesi dell’Uopa, l’unione ossolana per l’autonomia, diretta da Salvadori e diffusa nella zona tra Varese e Como. Dopo la morte di Salvadori, nel 1980, Bossi si lancia in varie attività editoriali come Il Federalista e, nel 1982, Lombardia autonomista, ponendo le basi per la nascita del partito “Lega Autonomista Lombarda”, fondato il 12 aprile 1984 a Varese, nello studio del notaio Franca Bellorini, insieme ad alcuni fedelissimi. In quell’occasione, però, manca Maroni ma è presente Manuela Marrone, la donna, nata a Milano da madre milanese e padre siciliano, che diventerà la sua seconda moglie. Il nome del partito si ispira alla storica Lega Lombarda e il condottiero Alberto da Giussano fa da sfondo al logo. Questo movimento si presenta alle Europee di quello stesso anno, alleato con altri movimenti indipendentisti ma ottiene solo 161mila voti. Nel 1985 la Lega Autonomista Lombarda elegge un consigliere al Comune e uno alla provincia di Varese, mentre l’anno successivo cambia nome in Lega Lombarda e alle Politiche del 1987 Bossi viene eletto in Parlamento e diventa così il “senatur”.
Bossi fonda la Lega Nord
Bossi, alle Europee di due anni dopo, diventa eurodeputato alla guida della Lega Lombarda-Alleanza nord che raggruppa vari movimenti autonomisti e che ottiene l’1,8%. Il 4 dicembre 1989 nasce a Bergamo la Lega Nord, partito in cui convergono la Lega Lombarda, la Liga Veneta, il Piemont autonomista, l’Union ligure, l’Alleanza toscana e la Lega emiliano-romagnola. Nell’estate dell’89 Bossi conosce il politologo Gianfranco Miglio, teorico del federalismo con cui romperà nel 1994 quando quest’ultimo non otterrà la poltrona di ministro delle riforme nel primo governo Berlusconi. Ma facciamo un passo indietro al 25 marzo 1990 quando si svolge il primo raduno di Pontida. Da qui inizia il percorso che porterà, nel febbraio 1991, al primo congresso federale della Lega Nord dove Bossi enuncia i punti del programma per le Politiche del 1992 che decretano un exploit. La Lega, con la Prima Repubblica pronta a finire in soffitta, ottiene l’8,2% diventando il quarto partito e Bossi viene rieletto, questa volta alla Camera, con 240.523 voti. Il suo partito passa da 2 a 80 parlamentari, non soltanto per la sua propaganda federalista e anti-Meridionale ma anche per lo slogan “Roma ladrona” che si usa per sostenere il lavoro del pool di Mani Pulite.
Il 29 aprile 1993 la Camera è chiamata a decidere se concedere o meno l’autorizzazione a procedere su Bettino Craxi che non passa per soli dieci voti. Sarà determinante il doppio gioco della Lega. Il capogruppo del Carroccio in Senato, Francesco Tabladini, rivelerà: “Il nostro segretario raduna i deputati e fa loro un discorso di questo genere ‘Ufficialmente dichiareremo di concedere l’autorizzazione, ma nel segreto del pulsante voteremo contro di modo che i cittadini italiani, vedendo che il Parlamento vuole salvare Craxi, se la prenderanno ancora di più con i partiti tradizionali’. Una classica furbata alla Bossi”. La svolta giustizialista della Lega, però, non rende immune Bossi dalla scure delle indagini del pm Di Pietro che indaga su di lui per violazione del finanziamento pubblico ai partiti. La Lega ha preso una tangente da 200 milioni di euro dalla Montedison e Bossi viene condannato a 8 mesi di carcere. L’inchiesta non scalfisce, però, l’immagine del partito che alle elezioni amministrative del 1993 vince a Milano con Marco Formentini che viene eletto al ballottaggio col 57%.
Il primo governo Berlusconi
Le Politiche del 1994 segnano la nascita del centrodestra con Forza Italia alleata al Nord con la Lega di Bossi e con l’Msi-An di Gianfranco Fini al Centro-Sud. Il primo governo Berlusconi dura solo sei mesi e l’idillio tra i due leader soltanto il tempo di una foto che rimarrà nell’immaginario collettivo: Bossi a Porto Cervo con addosso una canottiera. Di lì a poco il Senatur voterà la sfiducia al governo Berlusconi, il quale promette: “Non mi siederò mai più allo stesso tavolo con Bossi. È totalmente inaffidabile e non appoggerò mai un governo che sia appoggiato anche da Bossi, un monumento di slealtà che per giunta oggi vale l'1,8% dei voti”. Massimo D’Alema, leader del Pds, invece, rilascia una dichiarazione passata alla storia: “Tra la Lega e la sinistra c'è forte contiguità sociale. Il maggior partito operaio del Nord è la Lega, piaccia o non piaccia. È una nostra costola”. Nasce “il Parlamento del Nord” e Bossi incentra la campagna elettorale del 1996 sul tema della secessione della Padania così la Lega, presentatasi da sola alle urne, ottiene il 10% a livello nazionale. A settembre Bossi sale sul Monviso e raccoglie in un’ampolla l’acqua del Po e, poi, la riverserà nella laguna veneziana. L’anno successivo, sempre a Venezia, nel corso di un comizio si rivolge a una signora che aveva esposto il tricolore alla finestra e le dice:“Lo metta nel cesso, signora”.
Bossi ministro delle Riforme
In occasione delle elezioni Regionali del 2000 la Lega ritorna alleata di Forza Italia e la coalizione di centrodestra, la Casa delle libertà, l’anno successivo, vince le Politiche anche se il Carroccio scende al 3,9% dei consensi. L’accordo con Berlusconi prevede che, nel corso della legislatura, si attui la riforma della Costituzione in senso federale e Bossi diventa ministro delle Riforme, incarico che manterrà fino al 2004 quando verrà eletto nuovamente all’Europarlamento. Ma la vita di Bossi cambia completamente l’11 marzo quando viene colpito da una crisi cardiaca che gli causa un ictus e una paresi. Il cuore di Bossi era stato a rischio già nel ’91, quando ebbe un’ischemia e poi c’erano stati altri malori nel ’96 e nel 2001. “Io prima – racconterà - ero una belva, un motore a scoppio che andava sempre, potevo stare una settimana senza dormire; giravo tutte le piazze del Nord Italia senza mai fermarmi, ero capace di andare a Pordenone e tornare di notte in macchina da solo, in automatico. Quando eravamo sotto elezioni, poi, scrivevo tutto il giornale da solo in due giorni. Queste cose non le posso fare più”. Nel 2005 riesce a far approvare definitivamente la riforma sulla devolution che però, poi, sarà bocciata dal referendum confermativo.
Dal ritorno al governo alle dimissioni da segretario della Lega
Dopo due anni passati all’opposizione, il centrodestra torna al governo e la Lega ottiene l’8%, risultato che consente a Bossi di riavere il posto da ministro per le Riforme.“Questa è l'ultima occasione: o si fanno le riforme o scoppia un casino. Se la sinistra vuole scendere in piazza abbiamo trecentomila martiri pronti a battersi. E non scherziamo... mica siam quattro gatti, verrebbero giù anche dalle montagne con i fucili, che son sempre caldi”, disse Bossi pochi giorni dopo la vittoria. Nel 2011 il governo Berlusconi cade e la Lega passa all’opposizione del governo Monti e l’anno successivo passa alla storia per le sue dimissioni da segretario della Lega Nord a causa dello scandalo che investe lui e la sua famiglia.
Bossi e i suoi figli sono accusati di aver usato più di mezzo milione di euro del partito per spese personali. Il giorno dopo lo scoppio dello scandalo arriva l’annuncio del Senatur:"Mi dimetto per il bene del movimento e dei militanti. La priorità è il bene della Lega e continuare la battaglia. Ora io sarei d'intralcio e Maroni (che ne prenderà il posto come segretario ndr) non è un traditore". Una vicenda, questa, per la quale, nel luglio 2017, Bossi viene condannato in primo grado a due anni e tre mesi di carcere per appropriazione indebita insieme al figlio Renzo (18 mesi, pena sospesa) e all’ex tesoriere Francesco Belsito (due anni e mezzo). Bossi, dopo un anno di assenza dalla vita pubblica, si candida alle primarie di partito contro Matteo Salvini che lo batte 82 a 18. Da quel momento, da parte di Bossi, c’è un continuo di critiche nei confronti del nuovo segretario contro la sua svolta nazionalista e lepenista. “La Lega è nata per la libertà del Nord. Non diventerà un’altra cosa raccattando i voti di quattro fascistoni. Che tra l’altro sono voti che nessuno vuole e con cui non fai niente”, è uno degli ultimi ruggiti del vecchio leone. Nell'ottobre 2022 viene rieletto deputato, ma un mese viene ricoverato a Varese per un'ulcera gastrica.
Nonostante le condizioni di salute non proprio ottimali, Bossi continua a occuparsi di politica e fonda il Comitato del Nord, in contrapposizione alla linea del segretario Salvini e, in occasione delle elezioni Europee del 2024, annuncia il suo voto per Forza Italia in quanto tra le file degli azzuri, come indipendente, si presentava l'ex parlamentare leghista Marco Reguzzoni, suo storico amico.