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Gogna e passaparola

Nel mondo dello spettacolo passa sempre tutto. Tranne la nostra voglia di gogna

Gogna e passaparola
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A noi Gerry Scotti non è mai stato simpatico. Ma neppure antipatico. Che poi è la ragione del suo successo e di tutti i media-men come lui: personaggi ordinari che non piacciono davvero a tutti ma non dispiacciono a nessuno. Mai un «di più», mai un «di meno». La somma è sempre zero. Ma in tv il risultato è un'eccellente carriera.

Ed eccoci alla carriera di Gerry Scotti. Un mediano dello spettacolo che ha vinto tutto, quarant'anni da bravo presentatore, tra radio e tv, e persino una comparsata in Parlamento tra i socialisti, lui sempre a modo, mai sopra le righe, lo vedevi tutte le sere affacciarsi nel tuo salotto dalla tv, era uno di casa ormai, lo zio Gerry, quello affidabile, l'amico di tutti, il Signor Scotti che avresti invitato la domenica a pranzo... E poi arriva Fabrizio Corona, uno così antisistema che è da quando è nato che ci grufola dentro, e senza un'accusa e con zero prove, tra un passaparola e un'infamata - su Falsissimo, che ha totalizzato tre milioni di visualizzazioni in 24 ore, come un tg -, lo fa passare per uno scopatore seriale di Letterine, vecchio porco e mezzo ricattatore. Risultato. Colpevole o meno più la seconda che la prima a vedere la reazione dei social, tra commenti, meme e vecchi filmati riciclati in cui pizzica una valletta, la reputazione di Gerry Scotti è compromessa.

E sì che è uno dei pochi che non ha mai fatto la morale a nessuno.

I casi di Kevin Spacey (sempre assolto) e Woody Allen (mai incriminato) sono serviti a nulla. Nel mondo dello spettacolo passa sempre tutto. Tranne la nostra voglia di gogna.

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