La Venere e la Primavera del Botticelli una dirimpetto all'altra. I due quadri-icona del Rinascimento italiano per la prima volta si guardano, nell'allestimento permanente appena inaugurato agli Uffizi di Firenze. "È il primo riallestimento del secondo piano del museo portato a termine", dice soddisfatto il direttore Simone Verde e già annuncia nuovi cantieri "per creare gli Uffizi del futuro, ma con i piedi ben piantati a terra". Nelle due Sale del Botticelli (tra le più fotografate dei visitatori e qui ne passano più di 5 milioni l'anno) c'è stata, dice Verde, "una ripresa della museografia classica e storica degli Uffizi, con una zoccolatura in pietra che richiama le boiserie presenti fino all'inizio del secolo scorso e poi c'è la possibilità di contemplare le opere iconiche di Botticelli, come la Primavera e la Nascita della Venere, senza schermi o vetri protettivi". Sono state infatti collocate in teche ermetiche che tutelano la conservazione e la sicurezza, pur eliminando le grandi vetrate protettive esterne: "Ritrovano così la loro originale identità di quadri, seppur monumentali, appesi direttamente alle pareti", conclude.
Altre novità: impianto di illuminazione e tonalità delle pareti in grigio Rinascimento pensati per esaltare le cromie del Botticelli e segnaletica di sala integrata con Qr per approfondimenti digitali.
Le sale ora raccontano meglio la parabola artistica di Sandro Botticelli (1445-1510): spicca l'installazione che mostra come l'affresco dell'Annunciazione si presentava nella chiesa di San Martino ed è ben valorizzata l'Adorazione dei Magi, geniale ritratto di famiglia dei Medici, con autoritratto del Botticelli. Gran finale con la Calunnia del 1495 quando, con il Savonarola in città, la bellezza botticelliana va in crisi.