Washington - La sconfitta è di quelle che lasciano il segno. I repubblicani hanno vinto nel Massachusetts aggiudicandosi il seggio, al Senato, che apparteneva a Ted Kennedy. Per Barack Obama è un duro colpo. Non tanto per l'aspetto simbolico - e per la terza battaglia persa, consecutiva, dopo New Jersey e Virginia - ma soprattutto perché con Scott Brown, il neo eletto senatore del Massachusetts, i repubblicani salgono a quota 41 (su un totale di cento senatori, ndr) e questo tecnicamente permetterà loro di montare manovre ostruzionistiche contro l'agenda della Casa Bianca. E la prima iniziativa che vorranno ostacolare, ovviamente, è la riforma sanitaria. Ciò a cui Obama tiene di più in assoluto.
Terza batosta Ancora una volta Obama non è riuscito a fare la differenza. Nuova sconfitta dopo New Jersey e Virginia. "Come partito dobbiamo capire cosa fare prima che questa ondata arrivi alle elezioni di metà mandato a novembre", ha detto Celinda Lake, esperta in sondaggi della campagna della candidata democratica Martha Coakley.
Rivincitarepubblicana Ovviamente felice per la vittoria Scott Brown ha voluto subito sottolineare il "messaggio politico" del risultato: gli americani sono contrari alla riforma sanitaria del presidente. "La riforma farà aumentare le tasse, danneggerà l'assistenza agli anziani, eliminerà posti di lavoro e aumenterà a dismisura il nostro debito nazionale", ha detto Brown nel suo discorso di vittoria. "La gente non vuole una riforma così costosa - ha detto -. Il Massachusetts ha parlato per tutta la nazione. Questo è il seggio della gente: farò solo i vostri interessi". Il repubblicano Brown ha fatto della opposizione alla riforma sanitaria voluta dal presidente Barack Obama il pilastro della sua campagna elettorale.
Riforma sanitaria a rischio Il cavallo di battaglia di Obama, la riforma sanitaria, ora vacilla. Intendiamoci, il presidente ha perso una battaglia non la guerra. Ma tutto diventa più difficile e saranno oltre modo inevitabili, ancora una volta, i compromessi per portare avanti la riforma. Dal punto di vista simbolico la sconfitta, per Obama, ha un sapore molto amaro: arriva nel primo anniversario dell'insediamento alla Casa Bianca. E, per uno strano gioco del destino, il seggio che ridà fiato ai repubblicani è quello che per decenni è appartenuto a Ted Kennedy, uno dei paladini della riforma della sanità e uno dei primi vip del partito ad appoggiare Obama contro Hillary Clinton nel 2008. Questa volta il Massachusetts, stato tradizionalmente democratico, si é rivelato in realtà meno progressista di quanto i Kennedy avevano lasciato credere.
Le mosse della Casa Bianca Che fare a questo punto? Lo staff di Obama sta studiando possibili alternative per salvare la riforma della sanità, cavallo di battaglia e "causa della vita" del defunto senatore. Brown, che ha vinto proprio facendo leva sulla rabbia degli indipendenti per la crisi economica, si è impegnato a votare contro la riforma e il suo futuro collega democratico Jim Webb, un moderato, ha fatto appello ai colleghi di Capitol Hill perché aspettino il suo insediamento prima di mandare avanti escamotage - un voto "fotocopia" della Camera sul testo del Senato ad esempio - per garantire un successo legislativo. Sembra a questo punto inevitabile che il presidente metta in conto la necessità di accettare qualche nuovo compromesso. Salvare il salvabile: questa è la priorità. Bisognerà vedere quale sarà l'altezza dell'asticella al di sotto della quale Obama non è disposto a scendere per non essere costretto, coi fatti, ad ammettere il proprio fallimento.