Le vacanze dei reali nel mirino dei terroristi

Ci sono i reali spagnoli ed il cuore turistico della Spagna nel mirino della campaña de verano (la campagna estiva) di quest'anno dell'Eta. Se, come ogni anno, il gruppo armato indipendentista ha puntato a colpire il turismo con bombe sulle spiagge - o sulle autostrade ingolfate dagli esodi estivi -, mai come in quest'estate ha fatto centro. Per la prima volta i terroristi sono riusciti ad arrivare muniti di esplosivo sull'isola poco prima dei reali spagnoli, che passano le vacanze estive nel palazzo di Marivent (mare e vento in catalano) e stanno tenendo l'intera comunità in scacco.
L'attentato dello scorso 1° agosto è avvenuto quando a Marivent erano arrivate solo le infantas Cristina ed Elena, ma senza che ci fosse ancora traccia dei principi Felipe e Letizia, né del re Juan Carlos o della regina Sofía. L'attentato, con vittime, mise anzi in forse l'arrivo dei reali spagnoli, anche se alla fine, tra misure di sicurezza altissime, decisero di non rinunciare a Maiorca. Con gli attentati di ieri appare però chiaro che sull'isola c'è un commando che mantiene tutti, monarchi compresi, sul chi va là.
Lo scoppio delle bombe nei ristoranti stipati all'ora di pranzo non vuole che aumentare quella paura di vulnerabilità che alle Baleari si è iniziata a percepire solo 10 giorni fa, con il primo attentato mortale dell'Eta sulle isole. Tutte le bombe sono scoppiate a Palma, nel cuore del paradiso turistico della Spagna, che attira ogni anno milioni di turisti, provocando già i primi effetti. A Palma arrivano soprattutto tedeschi ed inglesi, che, subito dopo il primo attentato di agosto, fecero triplicare le cancellazioni e cadere del 15% l'acquisto di pacchetti last minute.
I più di 500mila italiani che si recano alle Baleari ogni anno, preferiscono invece Ibiza e Formentera. Sarà per questo, o per il sangue freddo che neppure dopo le bombe di ieri a Maiorca i turisti italiani sembrano intenzionati ad abbandonare in anticipo le Baleari, e tantomeno altre località della Spagna, o a rinunciare a vacanze già programmate. Ai vari tour operator, infatti, non sono giunte finora indicazioni di questo tipo. «La percezione dei turisti - spiega Alberto Corti, direttore di Federviaggio Confturismo - è che questi attentati non siano diretti contro di loro e, probabilmente, questa è la ragione che li spinge a non modificare i loro programmi». Che è anche un buon modo per sventare la strategia dell'Eta.

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