A proposito della salute e dell’integrità fisica, sant’Agostino scriveva che «bisogna pregare che questi beni ci siano conservati quando si hanno e ci siano largiti quando non si hanno». Con questo spirito amici e confratelli del Papa stanno vivendo le ore che precedono il ricovero di colui che molti continuano a chiamare «padre Bob». Dalla curia generalizia in via Paolo VI non sono arrivate indicazioni ufficiali, ma tutte le comunità nel mondo si sono autoorganizzate nella preghiera per il «loro» Papa.
Viene interpretato come un segno divino il fatto che proprio questa sera il rosario di ottobre nella basilica di Santa Maria Maggiore sarà animato dagli agostiniani. L’appuntamento era programmato da tempo ma la malattia e il ricovero di Prevost gli fanno assumere un significato particolare. Alle 21 sarà padre Pasquale Cormio, priore della comunità a Roma e rettore della basilica di sant’Agostino in Campo Marzio, a guidare i suoi confratelli nel rosario cantato con l’intenzione di preghiera per la guarigione del Papa. Una supplica rivolta all’icona della Salus populi romani tanto cara a Francesco, in quella chiesa dove il predecessore di Leone è sepolto. Diverse comunità agostiniane del resto d’Italia, compresa quella milanese di Santa Rita, hanno fatto sapere di volersi unire a questo momento.
Padre Francesco Maria Giuliani, parroco a Tor Bella Monaca nella chiesa di Santa Rita, spiega che in queste ore sono in tantissimi ad avergli scritto: «Vogliono manifestargli il loro affetto». A Roma in questi giorni si trova anche uno dei più cari amici del Papa, padre John Lydon che, impegnato in una conferenza della Villanova University all’Augustinianum, ci confida di essere ottimista sul fatto che il recupero possa essere veloce perché il suo ex coinquilino a Trujillo «gode di ottima salute».
A quest’ultima fa riferimento anche l’ex compagno di studi ed oggi suo biografo Rafael Lazcano commentando la notizia choc di domenica. «La sua salute di ferro che ricorda la resilienza coltivata in tanti anni di attività agostiniana, missionaria e pastorale - dice Lazcano - non ci permette di anticipare il risultato dell’intervento, ma ci invita a ricordare una vita di dedizione e lavoro costante». Per l’amico spagnolo questo è il momento di «rispettare le informazioni mediche disponibili» e augurargli «una pronta guarigione, rispondendo alla sua stessa richiesta di preghiera». E ieri, contattato dal Corriere, anche Louis Prevost ha rivolto un appello alla preghiera per il fratello Robert, dicendosi «sicuro che si riprenderà e che continuerà nella sua missione di guidare la Chiesa». Il Prevost «Maga» si trova in ospedale, anche lui sofferente per un cancro.
