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Vaticano

“Ho un nodulo al polmone”. L’annuncio choc dopo l’Angelus

Intervento forse mercoledì al Gemelli. Incertezza sull’agenda, dubbi sul viaggio in America Latina

Sorriso tirato Papa Leone XIV saluta la folla di fedeli durante l'Angelus di ieri in piazza San Pietro

Più che il silenzio, è calato il gelo, in piazza San Pietro, quando Papa Leone, al termine della recita dell’Angelus e dopo i saluti ai pellegrini, ha annunciato, in prima persona, con la naturalezza e la serenità che lo contraddistinguono, che nei prossimi giorni sarà sottoposto a un intervento per la rimozione di un nodulo al polmone. Un fulmine a ciel sereno che ha spiazzato tutti, fedeli e addetti ai lavori. «Carissimi, di recente, durante alcuni controlli - ha detto il Papa - i medici mi hanno trovato un nodulo circoscritto al polmone. È stato individuato in una fase molto iniziale e ben localizzato. I medici ritengono opportuno intervenire e allora, seguendo i loro consigli, ho deciso di operarmi per toglierlo. L’intervento è già programmato nei prossimi giorni».

Il direttore della sala stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, ha precisato che l’intervento che si terrà al Gemelli «è previsto per i primi giorni della prossima settimana». Oggi il Papa ha confermato le udienze in Vaticano, tra i quali i soci del Circolo di San Pietro. Secondo alcuni osservatori, il ricovero potrebbe avvenire già domani, ma esaminando gli appuntamenti di questa settimana del Pontefice, una data probabile potrebbe essere mercoledì 14 ottobre, nel pomeriggio. Leone infatti la mattina alle 10 presiederà la messa a conclusione dell’incontro in Vaticano in occasione del decimo anniversario della pubblicazione dell’Esortazione Apostolica Amoris laetitia. Un appuntamento al quale il Papa non vuole rinunciare, visto l’invito di venire a Roma rivolto ai Capi delle Chiese Orientali e ai presidenti delle Conferenze episcopali di tutto il mondo. «Il tempo previsto per il ricovero post operatorio è di circa una settimana», ha aggiunto Bruni.

Si apre dunque un periodo piuttosto incerto sulla salute di Leone. In primis è da capire la natura del nodulo. Solamente dopo sarà possibile confermare gli appuntamenti in programma. In primo luogo, il viaggio in America Latina. Ma il Papa ha già fatto capire che non intende cambiare la sua agenda. «Grazie della preghiera per la visita pastorale che compirò in Perù», ha detto salutando alcuni fedeli. Numerosi i messaggi di vicinanza e preghiera giunti al Pontefice. «Ringraziamo Papa Leone per la semplicità e la fiducia con cui ci ha reso partecipi di questa prova. Siamo una famiglia: Santo Padre, non è solo!», ha scritto il card. Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Uniti nella preghiera anche i dipendenti del Vaticano mentre la Diocesi di Roma affida la salute di Prevost alla Salus Popoli Romani. È soprattutto il popolo di Dio che si stringe intorno al Pontefice statunitense. In piazza San Pietro, tra la sorpresa, ma anche la fiducia, i fedeli assicurano preghiere. «È stato un momento molto toccante; il Papa ha voluto condividere la notizia dell’intervento come se fosse in famiglia», ha detto Elisabetta da Firenze. Da Concetta, in visita a Roma dalla città di Palermo, la speranza che l’operazione abbia il migliore degli esiti e che il Pontefice possa tornare al più presto in salute. «Possa la mano dei chirurghi di Papa Leone essere guidata dal divino medico Gesù Cristo», ha sottolineato monsignor Paul S. Coakley, capo dei vescovi statunitensi.