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Vaticano

Il Papa al Gemelli, oggi l’intervento: l’ipotesi dell’Angelus dalla finestra

Riaperti gli appartamenti papali del “Vaticano3″: fedeli già nel piazzale. E alla Santa Sede ultimi giorni per Ruffini

L�ospedale Agostino Gemelli in vista del ricovero di Papa Leone XIV. Roma, 12 ottobre 2026. ANSA/ANGELO CARCONI

Le porte del decimo piano del Gemelli torneranno a riaprirsi in tarda mattinata. Leone XIV sarà ricoverato oggi nel policlinico romano per la rimozione del nodulo al polmone che gli è stato riscontrato durante alcuni controlli di routine, come ha precisato ieri il direttore della Sala Stampa della Santa Sede Matteo Bruni.

Nel Vaticano 3, come lo chiamava scherzosamente Giovanni Paolo II, non ci si aspettava di riaccendere così presto le luci dell’appartamento papale ma filtra comunque ottimismo per la riuscita dell’intervento che potrebbe avvenire già oggi.

Il ricovero ha inevitabilmente travolto l’agenda del Pontefice che sarà costretto a rinunciare alla tappa settimanale a Castel Gandolfo e domani non potrà presiedere la messa a conclusione dell’incontro dedicato al decimo anniversario di Amoris Laetitia. Ci penserà il nuovo decano Luis Antonio Tagle a sostituirlo mentre la pubblicazione del documento finale del summit slitterà fino al ritorno del Papa. Dopo l’operazione ci vorrà una settimana di recupero e la prefettura della casa pontificia ha informato che tutte le udienze sono sospese fino a martedì prossimo. C’è da capire se la prima apparizione post-operazione sarà proprio al Gemelli per l’Angelus di domenica prossima, affacciato a quella finestra divenuta familiare ai predecessori Giovanni Paolo II e Francesco.

Ieri mattina, però, il Papa non ha rinunciato a tenere fede agli impegni già presi, incontrando anche l’ex presidente della Conferenza episcopale americana monsignor Timothy Broglio che è ordinario militare negli States. Un’udienza rilevante nel bel mezzo delle tensioni con l’amministrazione Trump per l’esecuzione di Nidal Hasan. Nei giorni scorsi, intervistato da Massimo Franco, il cardinale Gerhard Ludwig Müller aveva evocato l’obiezione di coscienza dei soldati cattolici chiamati a partecipare alla fucilazione pubblica.

La degenza di Leone XIV sarà una sfida anche a livello comunicativo. Tutto avviene proprio in un momento di transizione per la macchina della comunicazione vaticana, mentre il prefetto Paolo Ruffini ha già fatto gli scatoloni ed è pronta a subentrare dal prossimo mese l’americana Maria Montserrat Alvarado. D’altronde, la prima scossa comunicativa rispetto al passato l’ha data lo stesso Prevost rivelando direttamente ai fedeli la malattia e la necessità di doversi operare.

Ieri nel piazzale del Gemelli sono arrivate le prime troupe televisive mentre tutt’attorno non si fermava il trantran quotidiano di pazienti e personale sanitario.

Da quelle parti medici ed infermieri sono abituati all’arrivo dei Papi e non stanno sentendo particolarmente il peso della situazione, ma c’è la volontà di farsi trovare pronti come accaduto in passato.

Già da questa mattina ci si aspetta l’arrivo di fedeli che si fermeranno in preghiera a ridosso della statua di marmo di Giovanni Paolo II.

All’intercessione del santo polacco si è rivolto il cardinale Stanislaw Dziwisz, suo storico segretario, nel messaggio di auguri inviato a Prevost. Appelli per la preghiera sono arrivati anche dai cardinali Raymond Leo Burke e Blaise Cupich.

Mentre le Chiese di Argentina, Uruguay e Perù sperano che dopo l’operazione sarà veloce anche il recupero dell’illustre paziente affinché possa confermare il viaggio in America Latina previsto dal 6 al 17 novembre. Alla lista dei leader del mondo che hanno augurato una pronta guarigione al Papa si è aggiunto ieri anche il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky che lo ha ringraziato su X «per le sue preghiere e per i suoi forti e costanti appelli per una pace dignitosa e duratura».

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