"Tutti vogliamo vivere in pace. È molto importante che non perdiamo mai la speranza. Però, come ci ha detto Sant'Agostino, se vogliamo cambiare i tempi, se vogliamo che il mondo viva in pace, dobbiamo cominciare con noi stessi. Vuol dire: basta con parole di odio, basta con gli insulti, con il "bullying", basta con tutte quelle cose che fanno la guerra fra le persone, fra le comunità, fra i paesi. Dobbiamo imparare tutti a essere costruttori di pace e promotori di riconciliazione". Lo ha detto il Papa salutando i ragazzi degli oratori e la comunità sudamericana che lo hanno accolto davanti al Duomo di Pavia.
Non si può "credere senza pensare, né è possibile illuminare i quesiti più alti della ragione senza fede. Con questa fiduciosa apertura, infatti, la ragione umana domanda e progetta: non si chiude in logiche di profitto o di dominio, ma scopre nuovi modi per prendersi cura di sé e del mondo", ha aggiunto Leone XIV.
Che poi ha spiegato: "Nella misura in cui crede, l'essere umano non si rassegna alla fine, a un frammento storico che termina con la morte: proprio la fede ci ricorda che non siamo sudditi di un fato anonimo, sostenendo invece la certezza che Dio è creatore e salvatore della vita. Dio non vuole che nessuno soffra”.