L’attesa, le preghiere, il fiato sospeso. Dopo un anno e mezzo dalla sua elezione al Soglio di Pietro, il Papa va sotto i ferri. Oggi il ricovero al Gemelli, mentre la Chiesa si riunisce in preghiera e attende notizie rassicuranti. Dal Perù all’Argentina, dall’Uruguay all’Italia: il mondo intero in ansia per Prevost, dopo l’annuncio, domenica all’Angelus, di una imminente operazione di rimozione di un nodulo al polmone. «LaChiesa nel mondo prega per la salute del Papa» è il titolo in prima pagina dei media vaticani. «Vicinanza e preghiera nel mondo per la salute del Papa» gli fa eco l’Osservatore Romano.
Intanto le notizie si accavallano in una giornata intrisa di apprensione. In serata l’annuncio che le udienze sono state annullate fino al 20 ottobre, ad indicare che - come dichiarato domenica dal direttore della sala stampa vaticana, Matteo Bruni - il decorso post-operatorio del Papa durerà almeno una settimana.
Continuano intanto ad arrivare senza sosta messaggi di vicinanza e affetto. Una messa per la pronta guarigione del Pontefice è stata celebrata ieri nella cattedrale di Chiclayo, in Perù, dove Prevost è stato missionario e vescovo e dove dovrebbe tornare a novembre, nell’ambito dell’annunciato viaggio in Sudamerica. L’intera conferenza episcopale peruviana ha affidato la salute e la pronta guarigione del Papa al «Signore dei Miracoli», la venerata immagine di Cristo crocifisso portata in processione in questo mese. Dall’Argentina è giunto un messaggio di «affetto» dal presidente Javier Milei. «L’intera Argentina è vicina a Vostra Santità con affetto e preghiera, augurandovi una pronta e completa guarigione» ha scritto su X. Una preghiera speciale viene chiesta dai vescovi argentini affinché «l’operazione si svolga senza complicazioni», così come il cardinale Blase Cupich, arcivescovo di Chicago (città natale di Prevost) invita i fedeli della diocesi a unirsi in preghiera. La notizia dell’intervento al polmone «coinvolge emotivamente anche le numerose comunità di origine straniera e araba presenti in Italia, che riconoscono nel Santo Padre una figura di riferimento per il dialogo, la convivenza pacifica, la solidarietà e la costruzione di rapporti fondati sul rispetto reciproco tra popoli e religioni». Già da ieri il Gemelli è presto d’assalto da troupe, fotografi e cronisti da tutto il mondo. Il decimo piano del Terzo Vaticano torna ad essere blindato. Con l’intervento chirurgico si apre ora una fase nuova del pontificato, segnata dall’attesa e dall’incertezza sul futuro. Non si tratta solo di modificare o meno l’agenda (il viaggio ad Assisi il 27 ottobre e quello in Sudamerica dal 7 novembre), ma anche di capire come il Papa intenderà gestire questa prova a cui è chiamato, quella di una possibile malattia. Una cosa è certa, il ricovero in ospedale non sospende le prerogative di un Papa né trasferisce automaticamente i suoi poteri a un’altra autorità della Chiesa. Anche quando deve sottoporsi a un intervento chirurgico o affrontare una degenza prolungata, il Pontefice resta titolare del proprio ufficio e può continuare a esercitarlo nei limiti consentiti dalle condizioni di salute. Intanto, domani mattina, la messa conclusiva del summit indetto dallo stesso Leone per i 10 anni dell’Esortazione Amoris laetitia, sarà presieduta dal cardinale Luis Antonio Tagle, nominato decano del Collegio cardinalizio venerdì scorso.
