Roma

Venerdì 3 luglio 2009

DISCARICHE Sulla scelta alternativa a Malagrotta c’è stato un vero scaricabarile

Basta leggere i dati per capire che l’emergenza rifiuti è dietro le porte e dunque bene ha fatto il presidente Berlusconi a porre la questione. Ha sbagliato a replicare stizzito il presidente della Regione Piero Marrazzo, che sa bene che i dati riportati nel suo decreto commissariale del 24 giugno 2008, con il quale è finita la fase commissariale senza chiudere l’emergenza, sono stati smentiti dai dati ufficiali. Dunque non me ne voglia se vado sostenendo da tempo che sono taroccati.D’altra parte lo scopo principale dell’uscita dalla fase commissariale e del passaggio delle competenze agli enti locali, cosa avvenuta senza nessuna consultazione né avviso, è stato quello di non assumersi più nessuna responsabilità, vista la contestazione della sua maggioranza sull’autorizzazione all’impianto di Albano, e soprattutto non prendere nessuna decisione sulla discarica di Malagrotta, chiusura e individuazione di una nuova, per passare la patata bollente alla nuova amministrazione guidata da Alemanno. Il rapporto Ispra relativo al 2007, presentato qualche settimana fa da Legambiente Lazio, spiega che le discariche la fanno da padrone: oltre 2 milioni e 780mila tonnellate di rifiuti finiscono nelle dieci discariche, l’83% del totale di rifiuti prodotto pari a 3.359.554 tonnellate. Una cifra immensa, la maggiore su scala nazionale. Nel decreto di Marrazzo del giugno del 2008 la produzione di rifiuti per l’anno scorso era prevista pari a 3.329.770, inferiore dunque a quella del 2007, mentre di recente l’aumento annuo è stato in media pari al 4-5%. Sempre dal rapporto Ispra emerge che la raccolta differenziata nel 2007 è arrivata al 12% e che la produzione dei rifiuti continua a crescere raggiungendo la cifra di 604 chilogrammi all’anno prodotti per abitante. Sempre nel piano commissariale di Marrazzo è previsto di raggiungere nel 2008 la cifra del 20% di raccolta differenziata per arrivare poi al 50% nel 2001, cioè l’aumento di 40 punti percentuali in 4 anni, quando nei 15 anni passati, governati dalle amministrazioni rosso-verdi di Rutelli e Veltroni, con i verdi a capo dell’assessorato all’ambiente, la raccolta differenziata è passata dal 4,2% del 2001 al 12% appunto del 2007. Un punto percentuale di aumento all’anno. Non si capisce perché quello che i verdi non hanno fatto in 15 anni ora lo debba fare Alemanno in tre anni. Con questi dati a regime e anche ammettendo il miracolo di arrivare al 50% della raccolta differenziata noi avremo una produzione complessiva di Cdr, combustibile da rifiuti, pari a oltre 1 milione di tonnellate all’anno. Attualmente noi abbiamo due impianti di termovalorizzazione funzionati, S. Vittore e Colleferro, quello di Malagrotta, che dovrebbe entrare a breve in funzione, e uno, quello di Albano, in fase finale di autorizzazione, per una capacità complessiva di smaltimento pari a circa 600mila tonnellate di Cdr all’anno. Avremo dunque un deficit di potenzialità di 400mila tonnellate all’anno di Cdr che dovremo buttare in discarica. Dunque l’impiantistica nel Lazio è sottodimensionata rispetto alle esigenze e bene fa il sindaco Alemanno a chiedere l’autorizzazione per costruire un altro impianto su Roma, come andrebbe costruito un impianto di termovalorizzazione a Latina, e non si capisce perché Marrazzo continua a dire di no al comune ed alla Provincia, così come ne servirebbe un altro sul versante Viterbo-Rieti. Solo così si potrà chiudere il ciclo negli ambiti provinciali e chiudere le discariche, come prevedono le norme comunitarie, invece di raddoppiarne il volume così come previsto sempre dal decreto commissariale di Marrazzo del giugno 2008. (*) Consigliere regionale Pdl

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