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Dalle tende safari al glamping di lusso: così un imprenditore olandese ha cambiato il modo di vivere le vacanze nella natura

Nato quasi quarant'anni fa come un'intuizione, il glamping è oggi uno dei segmenti più dinamici del turismo europeo. Dalla visione del pioniere Loek van de Loo agli investimenti in intelligenza artificiale, formazione e valorizzazione del territorio, ecco come cambia il modo di vivere le vacanze all'aria aperta

Dalle tende safari al glamping di lusso: così un imprenditore olandese ha cambiato il modo di vivere le vacanze nella natura

C'è stato un tempo in cui il campeggio significava tenda canadese, sacco a pelo e pochi comfort. Oggi, invece, il turismo open air è uno dei comparti che cresce più velocemente in Europa e ha conquistato una fascia di viaggiatori che fino a pochi anni fa avrebbe scelto esclusivamente hotel e resort. A contribuire a questa trasformazione è stato anche Loek van de Loo, imprenditore olandese che oltre quarant'anni fa ha introdotto in Italia un concetto allora sconosciuto; il glamping, fusione delle parole "glamour" e "camping", cioè una vacanza immersa nella natura senza rinunciare ai servizi di alto livello. Quella che all'epoca sembrava una scommessa oggi è diventata un mercato strutturato, popolato da nuovi operatori e investitori. E proprio in uno scenario sempre più competitivo il Gruppo Vacanze col Cuore, fondato dalla famiglia Van de Loo, punta a distinguersi investendo non tanto sulla quantità delle strutture quanto sulla qualità dell'esperienza offerta agli ospiti.

La storia di Loek van de Loo

L'avventura italiana di Loek van de Loo inizia quasi per caso nel 1976, quando arriva per lavorare durante la stagione estiva in un campeggio sul lago di Garda. Quel soggiorno temporaneo si trasforma presto in una scelta di vita. Nel 1982 acquista il Camping Weekend di San Felice del Benaco, sulla sponda bresciana del Garda, e pochi anni più tardi decide di sperimentare qualcosa che in Europa praticamente non esisteva ancora. Installa una tenda safari completamente arredata, dotata di ogni comfort, offrendo agli ospiti un modo completamente nuovo di vivere la vacanza all'aria aperta. Era il 1986 e il termine "glamping" non era ancora stato coniato, ma l'idea era già chiara, mantenere il contatto con la natura senza rinunciare alla qualità dell'accoglienza. Quella visione gli è valsa, nel 2020, l'ingresso nella Hall of Fame dell'ADAC, il più importante automobile club tedesco con oltre 21 milioni di soci, che gli ha assegnato il primo Camping Award della categoria dedicata ai pionieri del settore.

Un turismo che cresce e cambia volto

Negli ultimi anni il glamping ha smesso di essere una curiosità per pochi appassionati diventando una delle formule di vacanza più richieste, soprattutto dalle famiglie e dai viaggiatori europei in cerca di esperienze autentiche. Il cambiamento riguarda soprattutto il modo di concepire il soggiorno. L'alloggio non è più soltanto un posto dove dormire, ma parte integrante dell'esperienza. Accanto alle tradizionali mobile home trovano spazio tende safari, tiny house, roulotte vintage restaurate, Airstream americani e perfino vecchi scuolabus trasformati in suite immerse nel verde. Il risultato è una vacanza che unisce privacy, natura e servizi tipici dell'hotellerie di fascia alta.

Resort

L'idea dell'"hotellerie orizzontale"

È proprio su questo concetto che il Gruppo Vacanze col Cuore ha costruito il proprio sviluppo. Loek van de Loo definisce il suo modello "hotellerie orizzontale": gli stessi servizi che si trovano in un hotel di livello vengono distribuiti all'interno di strutture immerse nella natura, caratterizzate da una bassa densità di alloggi e da ampi spazi dedicati a ciascun ospite. "L'elemento identitario del Gruppo è da sempre la scelta di resort e glamping boutique dalle dimensioni intime, dedicati a un numero limitato di alloggi e con estrema cura dell'ospite, che ha a disposizione ampio spazio circostante. Con servizi facilmente raggiungibili e proposte attentamente studiate, dall'offerta enogastronomica alle aree sportive e ricreative", spiega il fondatore. Una filosofia che privilegia tranquillità, silenzio e qualità dell'accoglienza rispetto alla crescita indiscriminata delle strutture.

Il turismo del silenzio conquista sempre più viaggiatori

Tra le tendenze che stanno caratterizzando la stagione 2026 c'è quella che gli operatori hanno ribattezzato "hushpitality", un neologismo che unisce le parole "hush", silenzio, e "hospitality". L'idea nasce dall'osservazione di un cambiamento nelle esigenze dei turisti: dopo anni dominati dall'iperconnessione e dal turismo di massa cresce il desiderio di luoghi tranquilli, lontani dal traffico e dal rumore. Per questo motivo le strutture del Gruppo sono progettate con pochi alloggi distribuiti su grandi superfici, aree prive di automobili e spazi pensati per garantire privacy senza bisogno di imporre regole rigide. Il cosiddetto "digital detox", spiegano dall'azienda, non viene imposto ma nasce spontaneamente, quando gli ospiti si ritrovano immersi nella natura.

La vacanza torna a riunire tre generazioni

Un altro fenomeno che sta emergendo con forza riguarda il ritorno delle vacanze condivise tra nonni, figli e nipoti. Sempre più famiglie cercano destinazioni capaci di soddisfare esigenze molto diverse nello stesso luogo: spazi sicuri per i bambini, relax per gli adulti e servizi che permettano agli anziani di vivere il soggiorno senza rinunce. "La nostra non è una vacanza per famiglie nel senso degli scivoli e dei menù per bambini", spiega Loek van de Loo. "È una vacanza dove ogni generazione trova la propria dimensione e poi si ritrova insieme, la sera, attorno alla stessa tavola". Questa impostazione ha contribuito alla crescita del Gruppo, che oggi conta nove resort distribuiti tra Lombardia, Toscana, Umbria e Paesi Bassi.

Gli investimenti per il futuro

In un settore che continua ad attirare nuovi operatori, il Gruppo Vacanze col Cuore ha scelto di investire non soltanto nelle strutture, ma soprattutto nelle persone e nell'innovazione. Tra le novità più importanti c'è la nascita della VCC Academy, un programma di formazione permanente rivolto a tutto il personale, dai manager agli operatori che lavorano ogni giorno a contatto con gli ospiti. La scelta nasce da un'esigenza concreta, in Italia non esiste un percorso formativo specifico dedicato al turismo open air di fascia alta. Per questo il Gruppo ha deciso di costruire internamente un sistema di aggiornamento professionale coinvolgendo esperti di ospitalità, ristorazione, marketing, risorse umane, amministrazione e gestione operativa. L'obiettivo è garantire standard qualitativi omogenei in tutte le strutture e, allo stesso tempo, valorizzare il personale anche oltre la stagionalità, uno dei problemi più sentiti nel comparto turistico. Accanto alla formazione trova spazio anche la tecnologia. Dall'inizio del 2026 è stato infatti introdotto un sistema di assistenza agli ospiti basato sull'intelligenza artificiale, sviluppato internamente e progettato per velocizzare le richieste più frequenti. "L'obiettivo non è sostituire il personale, ma renderlo ancora più efficace, lasciando che il rapporto umano resti il centro dell'esperienza", spiegano dal Gruppo.

Il Trasimeno diventa un laboratorio di sviluppo

Tra i progetti più significativi avviati negli ultimi mesi c'è quello che riguarda il Trasimeno Glamping Resort, inaugurato nel 2024 e oggi protagonista di un importante piano di ampliamento. L'intervento prevede nuovi impianti dedicati allo sport, dal tennis al padel, passando per calcio e volley, oltre alla realizzazione di un'area food & beverage destinata sia agli ospiti sia ai residenti. Ma l'investimento non si limita ai confini del resort. In accordo con l'amministrazione comunale di Sant'Arcangelo di Magione, il progetto comprende infatti la riqualificazione di alcune aree pubbliche, con un nuovo parco giochi, parcheggi, il rinnovamento del pontile e nuovi percorsi ciclopedonali. "La nostra presenza in un territorio non può prescindere dal dialogo con chi lo vive ogni giorno", sottolinea Leonardo van de Loo, direttore operativo del Gruppo. "Siamo un vicino di casa che apre le sue porte e, mentre sviluppa la propria impresa, contribuisce anche a migliorare il contesto in cui opera".

Il viaggio passa anche dalla tavola

Se la natura rappresenta il primo motivo della vacanza, il cibo è ormai diventato parte integrante dell'esperienza. Ogni resort propone una cucina strettamente legata al territorio in cui si trova, con menu costruiti attorno alle specialità locali e una selezione di vini provenienti dalle rispettive aree di produzione. Anche i market interni seguono la stessa filosofia, proponendo prodotti tipici difficili da trovare nella grande distribuzione. I numeri raccontano bene questa attenzione all'enogastronomia. Nella stagione 2025 sono state servite circa 65 mila pizze, preparati 120 mila gelati, oltre 60 mila croissant per le colazioni e 32 mila spritz, diventati uno dei simboli dell'aperitivo al tramonto.

Dal Garda all'Olanda, ogni resort ha una propria identità

Pur appartenendo allo stesso gruppo, le nove strutture non replicano un modello identico. Sul Lago di Garda convivono realtà con caratteristiche differenti: dal Weekend Glamping Resort, orientato al glamping di fascia alta, al Park Residence Il Gabbiano, fino al Sivinos Camping Boutique e al Vacanze Glamping Boutique, ciascuno pensato per un pubblico diverso. Il Lago d'Idro rappresenta invece la meta ideale per chi cerca sport all'aria aperta, trekking, windsurf e ciclismo, mentre Chianti, Maremma e Trasimeno puntano sul turismo lento, tra borghi storici, percorsi naturalistici e itinerari enogastronomici. Chi sceglie l'Olanda trova invece il Papillon Country Resort, premiato tra le migliori strutture europee per qualità dell'accoglienza. L'idea è semplice, offrire destinazioni differenti mantenendo però lo stesso livello di servizio.

Numeri in crescita e ospiti da tutta Europa

I risultati economici confermano il momento positivo del Gruppo. Nel 2025 il fatturato è cresciuto del 7% rispetto all'anno precedente, accompagnato da 38 mila prenotazioni e circa 590 mila pernottamenti complessivi. Gli ospiti arrivano da oltre trenta Paesi, con Germania, Paesi Bassi e Italia che continuano a rappresentare i mercati principali. Un dato che conferma come il turismo open air abbia ormai superato i confini del semplice campeggio, diventando una scelta condivisa da un pubblico internazionale.

Il passaggio generazionale è già iniziato

A guidare oggi l'azienda non c'è soltanto il fondatore. Accanto a Loek van de Loo lavora infatti il figlio Leonardo, protagonista del processo di sviluppo degli ultimi anni. Nel 2024 è stato premiato dal Royal Dutch Touring Club (ANWB) come Best Young Talent Under 35 europeo per i progetti realizzati nei resort del Lago d'Idro e del Trasimeno, un riconoscimento che testimonia la continuità tra la visione del fondatore e quella della nuova generazione. Un passaggio di testimone che punta a consolidare il lavoro costruito in quasi quarant'anni senza rinunciare all'innovazione.

Un settore che continua a evolversi

L'evoluzione del glamping racconta anche un cambiamento più ampio nel modo di intendere le vacanze.

Oggi il lusso non coincide necessariamente con grandi alberghi o resort affacciati sul mare, ma sempre più spesso con il silenzio, il contatto con la natura, gli spazi aperti e la possibilità di rallentare i ritmi quotidiani. Un'idea di ospitalità che, partita quasi quarant'anni fa da una tenda safari installata sulle rive del lago di Garda, è diventata uno dei segmenti più dinamici dell'intero comparto turistico europeo.

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