Videro il killer: madre e figlio spariti nel nulla

INTIMIDAZIONE Dopo essere stata vittima di un pirata della strada a un anno dall’omicidio, forse la donna ha deciso di fuggire

Videro il killer: madre e figlio spariti nel nulla

NapoliSpariti come nel nulla, madre e figlio, testimoni in un processo per omicidio. Una esecuzione plateale, tra la folla, in piena estate: sotto il fuoco dei sicari, cadde un presunto esponente di un clan di Scampia. Nunzio Cangiano stava facendo la fila per entrare con moglie e figlio in un parco acquatico vicino a Napoli. C’era folla e faceva caldo ma, ancora pochi metri e le porte del divertimento e del relax, si sarebbero spalancate. Cangiano però, al botteghino, non arrivò mai: due sicari lo fecero fuori con una scarica di proiettili, esplosi da una pistola calibro 9. Quell’omicidio così efferato, avvenne sotto gli occhi di centinaia di bambini e dei loro genitori. Era il 10 agosto 2007, solo due testimoni però, decisero di mettersi a disposizione della giustizia: una donna sui 40 anni e il suo bambino, 13 anni appena.
Proprio il piccolo descrisse ai pm della Direzione distrettuale antimafia, le fasi di quell’omicidio, maturato nell’ambito della eterna guerra di camorra di Scampia, tra il clan Di Lauro e la cosca degli «scissionisti». Fece di più il ragazzino: rivelò l’identità di uno dei due killer: «È stato Topolino», disse il baby testimone. Gli inquirenti risalirono a «Topolino», alias di Mario Buono, 25 anni, presunto killer dilauriano. Buono era in aula due giorni fa, davanti ai giudici della quinta Corte di Assise, nell’ambito del processo per l’omicidio Cangiano ma, gli scanni destinati al piccolo testimone ed alla sua mamma, sono restati vuoti. Madre e figlioletto, da mesi sembrano introvabili. Paura, minacce del clan ma, soprattutto, un avvertimento ai due testimoni. Il 10 agosto dello scorso anno, infatti, a un anno esatto dall’omicidio Cangiano, la coraggiosa donna, restò vittima di un pirata della strada. L’investimento avvenne a poca distanza dal parco giochi dove i sicari entrarono in azione. La testimone per un paio di giorni restò ricoverata in ospedale per riprendersi dallo choc e dalle lievi ferite riportate. Fu in quella circostanza, probabilmente, che maturò l’idea di non volerne più sapere del processo e sparì dalla circolazione con il figlio. Il processo a carico di Buono va avanti. La Corte ha preso atto dell’assenza dei due testimoni ed ha acquisito le dichiarazioni da essi rese alla Dda. Dichiarazioni che inchiodano il presunto killer: «L’ho visto, il killer è del mio quartiere. Si chiama Topolino. Aveva una pistola in pugno e non la smetteva mai di sparare», disse al Pm il ragazzino.

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