Vigili chiudono un sushi bar: sgozzavano le anatre in cucina

Quando gli agenti della polizia locale sono andati nel retro della bottega, si sono trovati davanti agli occhi uno spettacolo raccapricciante. I corpi di sei anatre appena sgozzate, le piume dei poveri animali ancora sporche di fango e feci e il sangue che era andato dappertutto. Sulle pareti, per terra e sui tavoli della cucina. Accade in via Calusca, in un sushi bar di Porta Ticinese dove ieri gli operatori dell’Asl hanno fatto chiudere per violazione delle norme igienico sanitaria temporaneamente il locale, il cui proprietario, un cinese, sgozzava le anatre prima di servirle nei piatti dei clienti. Lui, l’asiatico, è stato denunciato per presunto maltrattamento degli animali, sfruttamento dell’immigrazione clandestina, alle sue dipendenze c’era un irregolare, e multato con mille euro per apparecchiature sporche. All’interno del bar sono stati trovati tredici clandestini che sono stati accompagnati in Questura. L’operazione è stata realizzata da agenti del servizio Annonaria e commerciale della polizia locale in sostegno alla polizia di Stato.
«Ringrazio Questura e Asl per la collaborazione - commenta il vicesindaco e assessore alla sicurezza Riccardo De Corato -. Molti cinesi continuano a farsi beffe di ogni tipo di regola e a mettere a repentaglio la salute e la sicurezza dei cittadini. E nella cucina, trasformata in un macello clandestino, è stata utilizzata anche manodopera irregolare». Nei primi sei mesi del 2010, ricorda il vicesindaco, la polizia locale in autonomia e in collaborazione, ha effettuato 2.340 controlli presso pubblici esercizi. Sono state accertate 659 violazioni a leggi o regolamenti, di cui 407 di tipo amministrativo e 242 di tipo sanitario. Controlli che hanno determinato sei denunce (tre a carico di cinesi) per cattiva conservazione di alimenti e venti (sette a carico di cinesi) per tentata frode in commercio.
«Milano è da tempo sensibili a temi importanti quali la sicurezza alimentare - ha continuato Riccardo De Corato - e la tutela della salute dei consumatori. Tanto che ha attivato nel 2008 il progetto “MangiaSicuro“, controlli congiunti che vengono svolti due o tre volte alla settimana su tutto il territorio, per lo più su segnalazione dei cittadini».
Un monitoraggio ancora più importante nelle stagione estiva quando il rischio di intossicazioni per una cattiva conservazione del cibo aumenta esponenzialmente. Le maggiori violazioni sono state riscontrate a carico di cinesi. «Lo scorso anno - conclude il vicesindaco - oltre a numerosi rinvii a giudizio per la violazione delle norme igieniche per la conservazione degli alimenti, è cresciuto il reato di adulterazione dei cibi e delle sostanze alimentari destinate al pubblico consumo. Le denunce sono salite da 126 a 159 (+26%) e le segnalazioni per frode in commercio da 146 a 154 (+5%)».

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