Marcello Castaldi
Si parte: semifinali scudetto. Roma contro Bologna, atto quarto. Per la quarta stagione consecutiva, infatti, la Virtus e la Fortitudo, si ritrovano faccia a faccia nei playoff, con lunico obiettivo di agguantare un posto nelle finali. I precedenti non sono assolutamente incoraggianti, nel senso che Roma, nelle tre edizioni passate, ha rimediato tre sonore eliminazioni, due delle quali per 3-0. La sola serie equilibrata è stata quella della stagione 2002-03. Bologna vinse per 3-2, dopo 5 gare emozionanti e spettacolari. Era la Roma di Jenkins, Myers, Santiago e soprattutto di Anthony Parker, il marziano che tornò da dove era venuto (Tel Aviv) vincendo le ultime due edizioni dellEurolega. Oggi la sfida si rinnova, e Roma, spera finalmente di poter invertire la storia: «Ci proveremo - sottolinea coach Pesic - fondamentalmente è una serie che parte in perfetto equilibrio. Loro hanno tanti lunghi, mentre noi abbiamo esterni che possono compensare e quindi riequilibrare le sorti della disputa». Il solo Helliwell sembra destinato a fare da totem contro il dominio bolognese anche se Pesic cova la carta a sorpresa di nome Van den Spiegel. Nessuna conferma: «Non voglio fare nomi. Dico solo che ci siamo preparati al meglio, la squadra sta bene nel complesso, anche se un giocatore come Tusek è sempre in incognita. Lui avrà sempre problemi, li risolverà solamente a fine stagione».
Maestro nello sviare le indagini, Pesic parla di una Bologna molto competitiva, anche se lassenza di Vujanic pesa eccome: «Ma sarebbe pesata di più in campionato. In una serie playoff, Bologna ha talento e giocatori per compensare tutto. Nessuno ha la loro stessa potenza sotto canestro. E poi sono molto uniti come gruppo, visto che hanno attraversato una stagione di grandi difficoltà, con mille problemi di natura tecnica e tattica». Ecco la tattica. A Pesic unidea sola non basta.
Virtus, parte la sfida infinita
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