Adolf Hitler non si suicidò: l'ultima teoria

Adolf Hitler al centro di una nuova teoria del complotto: al suo posto fu ucciso un doppleganger

La storia, in assenza di certezze, lascia sempre ampi margini per teorie del complotto di vario genere. Perché la storia non è una scienza esatta, basandosi in gran parte sulla storiografia. E i grandi protagonisti della storia hanno sempre un posto speciale all'interno della collettività, sia che si tratti di personaggi negativi, sia che siano personaggi positivi. Così spunta l'ultima teoria del complotto su Adolf Hitler e il nazismo.

Secondo alcuni storiografi, non c'è certezza né nei report russi né in quelli britannici e statunitensi relativi al decesso di Hitler e della sua sposa in punto di morte, Eva Braun. Nella storia che si legge sui libri, i due si sarebbero suicidati ingerendo del cianuro per non essere costretti a consegnarsi vivi ai vincitori. I resti poi sarebbero stati bruciati e sparsi in mare in una località segreta: la scelta è dovuta al fatto che se Hitler fosse stato sepolto in un cimitero, per esempio, avrebbe potuto incontrare a un tempo le devastazioni di chi lo odia e i tripudi di chi lo ama, con evidenti problemi di sicurezza.

Ma è noto il ricorso di Hitler ai doppleganger e questo è stato il punto di inizio per far dire agli storiografi che a essere morti alla fine della Seconda Guerra Mondiale furono due sosia del leader nazista e di sua moglie. Non solo: nel 1968, un'autopsia stabilì una corrispondenza su un corpo, che si sostiene essere di Hitler, in base ai denti. E quindi lo studioso Gerrard Williams sostiene che Hitler fuggì aiutato dal suo segretario privato Martin Bormann: il piano era di riformare il nazismo in una colonia nei pressi del Polo Sud. Naturalmente si tratta solo di ipotesi: solo ulteriori studi potrebbero confermare o avversare questa teoria.

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