Zanotelli su Salvini: "Gioca sulla pancia della gente che soffre"

Salvini al centro delle critiche di padre Zanotelli: per il sacerdote missionario, il leghista è "abile a giocare sulla pancia della gente che soffre"

Il ministro Matteo Salvini, per padre Zanotelli, si sta "dimostrando molto abile a giocare sulla pancia della gente che soffre". Il sacerdote, che è uno di quelli che ha aderito al "digiuno a staffetta" per contestare le politiche promosse sull'immigrazione dal leader leghista, non le ha certo mandate a dire.

Per il tramite di un'intervista rilasciata a Tiscali.it, il "prete di strada" ha chiarito qual è il suo pensiero in relazione al "cambio di linea" sulla gestione dei fenomeni migratori. Per Zanotelli, Salvini ha ragione su un unico punto: l'Europa deve essere richiamata alle sue responsabilità. Ma non basta. Dato che "non è sufficiente criticare l’Europa perché aiuta poco l’Italia a fare fronte agli sbarchi". Poi la stoccata al modus operandi individuato dall'esecutivo italiano per 'trattare' con le istituzioni sovranazionali: "Ma usare i poveracci che bussano alla nostra porta per ricattare l’Europa - ha tuonato Zanotelli - non è un modo per aiutare i poveri che arrivano da noi. Si sposta la responsabilità verso altri. Occorre riuscire a mettere insieme accoglienza e politiche condivise, mentre finora i vari Paesi fanno a gara per scaricare i migranti".

Il governo, secondo il "prete di strada", starebbe spostando l'attenzione sui migranti per "far fronte al momento di grave difficoltà della politica". Insomma: verificata la complessità di dare seguito alle rifome promesse, sembrerebbe dire il religioso, le istituzioni si sarebbero 'buttate' sull'immigrazione pur di riempire un vuoto comunicativo.

Per il missionario, ancora, l'Italia non sarebbe divenuta la meta preferita di soggetti invasori, tanto che parlare in questi termini risulterebbe "ridicolo". "In Europa - ha voluto specificare il prete appartenente alla comunità missionaria dei Comboniani - gli abitanti sono 500 milioni e le persone immigrati sono al massimo 300mila: una goccia nel mare. Eppure ne abbiamo una paura terribile". Ma l'ammonimento più forte di Zanotelli è stato quello relativo alle presunte analogie storiche con gli anni 30': "La gente - ha risposto all'interno di un passaggio il sacerdote - pensa di risolvere i suoi problemi aggredendo altri poveri mentre gli affari dei benestanti vanno a gonfie vele. Avveniva così anche negli anni Trenta del secolo scorso in Germania: lo scontento sociale si addossava agli ebrei, fatti apparire come causa di tutti i mali della nazione".

Commenti

TitoPullo

Gio, 19/07/2018 - 18:51

Delirio puro!!Ognuno di queste anime belle ha i suoi numeri (fasulli) e sulla base di questi ripetono le loro becere e pelose tiritere sull'accoglienza schivando pero' il tema di chi paga.

Ritratto di dr.Strange

dr.Strange

Gio, 19/07/2018 - 20:16

pensi a dire messa e predicare il Vangelo, spiegando agli africani che per migliorare bisogna lavorare. l'Africa non è povera, non era povera neanche la Somalia finchè è stata con l'Italia. si diano da fare e non cerchino il paese dei balocchi

killkoms

Gio, 19/07/2018 - 21:29

al reverendo padre chiedo:"ma se da tantissimi anni,lei e tanti altri (e tanti di quegli altri con bei soldi inviati dal cattivo occidente) operate in africa per i "bisognosi" africani,perchè costoro vengono qui?

Ritratto di centocinque

centocinque

Ven, 20/07/2018 - 09:52

invece le gerarchie ecclesiastiche lucrano sulla pancia della gente che soffre.