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Guerra in Ucraina

"Oggi le nostre Forze Armate, come ho già detto, operano sulla linea di contatto, che supera i mille chilometri. Resistono non solo all'informazione neonazista, ma di fatto all'intera macchina militare dell'Occidente collettivo. In questa situazione, ritengo necessario prendere la seguente decisione. È pienamente adeguato alle minacce che dobbiamo affrontare. Vale a dire, per proteggere la nostra Patria, la sua sovranità e integrità territoriale, per garantire la sicurezza del nostro popolo e del popolo nei territori liberati ritengo necessario sostenere la proposta del Ministero della Difesa e dello Stato Maggiore Generale di condurre una mobilitazione parziale nella Federazione Russa. Ripeto, stiamo parlando di mobilitazione parziale". Le parole di Putin in un discorso alla nazione

Agenzia Vista
Putin annuncia la mobilitazione parziale in Russia

Solo chi è debole silenzia gli avversari per imporre la propria opinione. Come chi compila "liste di proscrizione" di filo putiniani. O chi censura strumenti come i referendum sulla giustizia. Ma questa cappa calata sulla questione non serve a nulla: si rischia solo di peggiorare la situazione. Ecco l'analisi del direttore Augusto Minzolini

Andrea Indini
Attenzione: ora usano l'arma del silenzio

Nella sua ultima e-news Renzi ha pronosticato un'estate difficile per il governo. "Il 21 giugno non prendete impegni - ha detto - è il giorno in cui i grillini tenteranno l'assalto contro Draghi in Senato". Chi, oltre ai Cinque Stelle, soffia sul conflitto in Ucraina trasformando il dibattito su guerra e pace in pura ideologia? Ne abbiamo parlato con il direttore Augusto Minzolini

Andrea Indini
Così guerra e pace diventano ideologia
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