"Scusa, c'è Mario Draghi al telefono". Marcell, l'uomo razzo, fa una smorfia di incredulità. Si passa la mano sul cranio raso, imbarazzato. È più a suo agio a essere il più veloce del mondo che a parlare con un premier
Appello di Musumeci, poi arriva la Protezione civile. Devastata pure la Pineta Dannunziana
C'è un sottile rischio che si profila all'orizzonte del governo, un eccesso che potrebbe appannare l'immagine di Mario Draghi: l'eccesso di compromesso.
Conte ha bisogno del 70% dei voti per approvare il suo statuto e conquistare la leadership; in caso contrario sarà per lui l'ennesimo flop.
I 5S negano, ma indiscrezioni provenienti da palazzo Chigi parlano di guerra aperta tra Luigi Di Maio e Giuseppe Conte sulla riforma della giustizia.
Il premier Mario Draghi da febbraio a giugno ha speso poco più di 80mila euro tra viaggi, pasti, pernottamenti e missioni in Italia e all'estero.
L'editoriale di Sorgi sulla Stampa scatena una bufera. L'ipotesi di un "governo militare" in caso di dimissioni di Draghi
Salvini rivela: "Ieri i grillini hanno minacciato di ritirare i ministri". E avverte Draghi: "Continueranno a fare capricci e sarà un problema".
Il Cdm sulla giustizia è iniziato con due ore di ritardo. Si vuole chiudere entro oggi, ma i 5 Stelle alzano la voce e minacciano: "Così non ci stiamo".
A Palazzo Chigi hanno perso la pazienza, e vogliono chiudere la partita sulla riforma della giustizia in settimana. Per poi dedicarsi, dalla prossima, al dossier Covid-scuola-trasporti