Al termine della giornata al Senato, Giuseppe Conte all'uscita da Palazzo Madama ha attaccato Mario Draghi e gli ex alleati di centrodestra in maggioranza.
Il M5S non ha ancora deciso se votare la fiducia al governo Draghi e si limita alle parole di facciata: "Chiediamo un cambio di passo, servono azioni concrete".
Non una parola su emergenza immigrazione, pace fiscale e abolizione del reddito grillino. E poi le stoccate sul catasto e l'assist sul salario minimo. Il discorso del premier non piace al centrodestra
Il senatore Casini vota la fiducia a Draghi, ma non si lascia scappare un appunto al Presidente: "Se evochiamo gli italiani seguiamo la strada di chi invoca le elezioni"
Draghi mette i paletti su riforme, Ucraina e debito. M5S e Lega non applaudono. Il centrodestra si riunisce a Villa Grande, mentre si rincorrono le voci sulla possibile astensione dei Cinque Stelle
Quasi due settimane fa, quando la pochade di Giuseppe Conte ancora non si era consumata, avevo scritto che l'importante per l'Italia era non diventare il Paese di Pulcinella
Il leader del Movimento 5 Stelle è in Senato per ascoltare il discorso del premier. La riunione in mattinata negli uffici del gruppo con Patuanelli e Castellone. Ma con Draghi nessun contatto
La dem attacca Conte e il Movimento 5 stelle per la rottura col governo ma il partito corre a dissociarsi dal suo ex ministro
Come nelle migliori love story naufragate, appena le coppie scoppiano volano gli stracci
Il "lodo Berlusconi" spopola tra i grillini governisti: legislatura garantita fino al 2023 (con tanto di contributi per la pensione a carico dello Stato) e poltroncina al governo nello scorcio finale del mandato