Utoya

"Uno di noi" racconta il massacro di Utoya e l'uomo che l'ha compiuto. E soprattutto omaggia le vittime

Ecco il libro choc su Breivik

Nasconde il viso ma si mostra per la prima volta ai fotografi. Nessuno sa il suo vero nome, ma "Victoria" (questo il suo pseudonimo) ha deciso di raccontare la sua storia d'amore con Anders Breivik, l'oltranzista di destra responsabile delle stragi di Utoya del 2011 (77 morti). In questi anni ha scritto 150 lettere d'amore e inviato al "mostro" tanti piccoli regali, tra cui una cravatta nera da indossare nei processi. Dice di averlo conosciuto attraverso un videogioco online nel 2007 ma i due non si sono mai incontrati personalmente. ''Non posso vivere senza di lui e voglio stargli vicino proprio perché si trova in questa situazione - ha spiegato la ragazza all'agenzia Afp, mostrando ai fotoreporter una delle lettere ricevute in risposta dallo stragista - è una figura fraterna, un vecchio amico per cui ho sempre provato qualcosa''.

Mario Valenza
"Victoria" racconta la storia d'amore col killer di Utoya

A quattro anni dalla strage di Utoya, dove 69 persone persero la vita per mano dell'estremista di destra Anders Behring Breivik, l'isola è tornata a vivere. Sono ricominciate oggi le attività del partito laburista norvegese, che qui tiene un campo per i giovani

Lucio Di Marzo
Il campo laburista di Utoya torna a vivere

Jonas Dahlberg, il vincitore del concorso, ha proposto di "tagliare in due" un promontorio vicino al luogo della strage di Utoya. L'idea è quella di lasciare una ferita permanente nel paesaggio. La roccia tagliata verrà utilizzata a Oslo, per costruire parte di un anfiteatro

Il memoriale delle stragi in Norvegia: ecco il progetto
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