"Beh, il Presidente Macron sarà fuori dal suo ufficio molto presto, quindi dovremo vedere", così il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump in una conferenza alla Casa Bianca. Courtesy: Casa Bianca (Alexander Jakhnagiev)
"Beh, il Presidente Macron sarà fuori dal suo ufficio molto presto, quindi dovremo vedere", così il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump in una conferenza alla Casa Bianca. Courtesy: Casa Bianca (Alexander Jakhnagiev)
Si è svolta al Quirinale la tradizionale colazione di lavoro presieduta dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella, in vista dell’imminente Consiglio Europeo di Bruxelles. Al tavolo, oltre al Presidente della Repubblica, era presente il vertice dell'esecutivo guidato dalla premier Giorgia Meloni, con tra gli altri, i ministri Tajani, Crosetto, Urso e i sottosegretari Mantovano e Fazzolari. (Alexander Jakhnagiev)
"Senta... è fortunato che io esista. È tutto quello che posso dire. Perché se permetti a paesi malati e dementi — e lo sono, dementi — di avere armi nucleari, tutti in tutto il mondo dovrebbero essere molto grati. E sono deluso dalla NATO, molto deluso; sono deluso anche da un paio di altri paesi. Ma dovrebbero essere molto grati che questo gruppo di persone la pensi come noi. Perché se a un paese come l'Iran fosse permesso di avere il potere di un'arma nucleare... se non li avessimo fermati... io li ho fermati due volte", così il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump in una conferenza stampa alla Casa Bianca. (Alexander Jakhnagiev)
"Beh, non sapevo nemmeno delle tue radici italiane. Pensavo fosse un super WASP (White Anglo-Saxon Protestant), sai, per me... No, per me Mike è sempre stato un WASP. Ora scopro che qui si tratta di robba italiana seria, giusto? Beh, questo sarà un bene per te, credo, sai. La tua immagine... la sua immagine è cambiata un bel po', molto velocemente", così il Presidente americano Trump sulle radici italiane Speaker della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti Mike Johnson durante una conferenza stampa a Washington. (Alexander Jakhnagiev)
La standing ovation per il Presidente ucraino Zelensky al termine del suo intervento al Parlamento del Regno Unito a Londra. Telegram (Alexander Jakhnagiev)
Il Presidente ucraino Zelensky ricevuto dal premier britannico Keir Starmer a Downing Street, a Londra. Telegram (Alexander Jakhnagiev)
"L’Europa non ha alcun interesse in una guerra senza fine. In seguito alla letale repressione del regime avvenuta a gennaio, l'UE ha designato la Guardia Rivoluzionaria come organizzazione terroristica. Oggi abbiamo imposto ulteriori sanzioni contro i responsabili delle violenze. Questo lancia un messaggio a Teheran: il futuro dell'Iran non può essere costruito sulla repressione. Dobbiamo intensificare il nostro sostegno anche alla società civile iraniana. Questa non è la guerra dell'Europa", così la Vicepresidente della Commissione Europe Kaja Kallas in una conferenza stampa a Bruxelles. (Alexander Jakhnagiev)
"Credo che avrò l'onore di prendere Cuba. Che io la liberi, la prenda, che io pensi di poterne fare tutto ciò che voglio, volete sapere la verità... Sono una nazione molto indebolita in questo momento". Così Donald Trump parlando con i cronisti alla Casa Bianca, WhiteHouse (Alexander Jakhnagiev)
"È un momento in cui bisogna avere il coraggio di incidere in maniera sostanziale sulla... sull'organizzazione sanitaria. Ci rendiamo conto nella nostra regione, che sicuramente è un modello, che sicuramente dimostra giorno dopo giorno la propria eccellenza — anche le ultime recenti classifiche che sono state pubblicate dimostrano che i nostri ospedali sono i migliori e tra i migliori addirittura al mondo, tre sono fra i primi cento al mondo — ha bisogno di un'opera di svecchiamento della organizzazione, perché bisogna rendersi conto che sono cambiate le condizioni della popolazione, che la cronicità è diventata la più presente situazione alla quale si deve dare una risposta, perché ci sono nuove tecnologie che possono agevolare e migliorare le richieste dei cittadini", così il Presidente della regione Lombardia Attilio Fontana alla presentazione degli Stati Generali dell'Economia della salute, evento in programma a Varese dal 19 al 21 marzo. (Alexander Jakhnagiev)
"Non so sul viaggio a Pechino. Mi piacerebbe andare in Cina ma sento di dover essere qui perché c’è la guerra. Potrei ritardare il viaggio di un po’: abbiamo richiesto uno slittamento di un mese", lo ha detto Donald Trump ai giornalisti nello studio Ovale della Casa Bianca. WhiteHouse (Alexander Jakhnagiev)