I carabinieri di Pomezia sono intervenuti sul luogo dell'attentato: "Stiamo analizzando l'ordigno"
I carabinieri di Pomezia sono intervenuti sul luogo dell'attentato: "Stiamo analizzando l'ordigno"
"L'esplosione, penso l'abbia sentita tutta la zona, tutto il quartiere. È accaduto verso le 22.15, 22.20. Noi abitiamo giù in fondo, alla fine della via. A noi hanno tremato i quadri, le finestre, a me sono cascati alcuni quadri. È stata veramente, veramente tanto forte, ha fatto paura". Lo dice ai giornalisti Rebecca, una ragazza che abita vicino alla casa del giornalista di Sigrido Ranucci a Campo Ascolano, frazione di Pomezia, dove giovedì sera è esploso un ordigno che ha distrutto le auto del conduttore di 'Report' e della figlia."Sappiamo chi vive qui però nessuno di noi aveva pensato a una bomba. L'esplosione è stata così forte che anche di fronte a casa mia eravamo tutti affacciati".
Centinaia di uomini in cerchio, un manipolo di terroristi armati con le insegne delle brigate militari e 4 condannati a morte giustiziati in favore di smartphone e accusati: è la resa dei conti di Hamas con gli oppositori
Tre carabinieri sono morti a causa di una grossa esplosione nel corso di un'operazione di sgombero di un casolare a Castel d'Azzano, in provincia di Verona. Secondo le prime ricostruzioni i tre fratelli che abitavano il casolare avrebbero fatto saturare il sottotetto di gas per farlo esplodere, perché non volevano abbandonare l'abitazione. Fermati due dei fratelli, un uomo e una donna, mentre è ricercato un terzo, che si è allontanato subito dopo la deflagrazione. Nello scoppio sono rimasti anche feriti 11 carabinieri, ricoverati in codice rosso ma non in pericolo di vita, e 4 poliziotti.
Una giovane è stata arrestata stamani dalla Squadra mobile di Reggio Calabria perché accusata di avere ucciso, soffocandoli, i suoi due bambini appena partoriti, di occultamento dei loro corpi nonche' di soppressione di cadavere in relazione a un ulteriore bambino o bambina partorito tre anni fa. Nei confronti della donna, il gip ha emesso un'ordinanza di arresti domiciliari con braccialetto elettronico su richiesta della Procura. Le indagini sono iniziate nel luglio dello scorso anno, quando i genitori della giovane hanno trovato, in un armadio di casa in località Pellaro, i corpicini dei due neonati avvolti in una coperta. La ragazza, che ha 25 anni, era già indagata dal momento del ritrovamento dei corpicini, scoperti dalla madre in un armadio della loro abitazione a causa del cattivo odore. La donna avvertì subito la polizia. Accertamenti avrebbero confermato che i due neonati erano figli dell'indagata, nati vivi e che la morte era stata causata da soffocamento.
Scene di festa nella Striscia di Gaza, dopo l'annuncio del raggiungimento di un'intesa sul cessate il fuoco tra Israele e Hamas che dovrebbe essere firmata entro le 11 italiane