Leggi il settimanale

Vannacci: "Il traditore è Salvini. Voglio rendere la coalizione di destra ancora più forte. Non mi dimetto da Bruxelles"

"Io sleale? È stato Salvini, o meglio il suo partito, a promuovere idee e concetti e poi, quando si tratta di votarli, va in un'altra direzione" le parole del generale a Modena. "Il partito che fondo è interlocutore della destra"

Vannacci: "Il traditore è Salvini. Voglio rendere la coalizione di destra ancora più forte. Non mi dimetto da Bruxelles"
00:00 00:00

Roberto Vannacci è pronto a dare la sua versione dei fatti. "Io sleale? È stato Matteo Salvini, o meglio il suo partito, nel quale ero che continua a promuovere determinate idee e concetti e poi allo stato dei fatti quando si tratta di votarli, va in un'altra direzione" ha detto in un colloquio con Repubblica. Specificando che tali idee riguardano "Non solo le armi all'Ucraina, ma anche i principi di famiglia, e la legge Fornero. Salvini è quello che per anni ha detto che andava demolita invece poi china il capo, si mette in posizione prona in una coalizione che invece la promuove e la conferma". Poi rincara la dose: "È Salvini che ha tradito le promesse in qualche modo".

L'obiettivo di Vannacci: "Rendere la coalizione di destra ancora più forte"

A Repubblica, poi, Vannacci ha spiegato quali sono i suoi obiettivi e quali le prossime mosse. "I miei princìpi e i miei valori rimangono fissi. Non rinuncio alla mia identità per un compromesso e un inciucio", ha detto. E sulla sua idea di destra per il nuovo progetto Futuro nazionale, ha spiegato che "è una destra vera, il contrario di moderato non è estremo, ma è forte. Perché dovrebbe essere una destra nera? È vera".

Sulla possibilità di favorire la sinistra con questa mossa, Vannacci non ha dubbi: "Bisogna avere una certa fantasia - spiega - da questo punto di vista. Voglio rendere la coalizione di destra ancora più forte, anche perché spero di richiamare molta gente che crede nell'identità, crede nei valori e che quindi spero che torni a votare". "Strano dare percentuali per qualcosa che ancora non esiste", conclude commentando i primi sondaggi sulla sua formazione politica.

Il partito che fondo è interlocutore della destra

In conferenza stampa a Modena prima dell'evento remigrazione, il generale ha spiegato che "Un partito come quello che mi approccio a fondare è interlocutore naturale della destra. Presenta principi, valori e ideali portati avanti. Forse qualcuno se n'è dimenticato, che predica qualcosa e poi vota altro. Forse l'offerta politica non soddisfa più. Non è un problema di persone o partiti, ma di valori e principi". E ha commentato i primi sondaggi. "Non faccio analisi elettorale. Stamattina un sondaggio presentava qualcosa che ancora non esiste al 4,2%, mica male come rampa di lancio. Significa che c'è qualcuno che apprezza i valori del mio partito che ho specificato nel mio manifesto".

Il rapporto con il centrodestra

Nei confronti del centrodestra Roberto Vannacci col suo nuovo partito vuole fungere "da sveglia, adunata del mattino". Forse con gli squilli di tromba "qualcuno si sveglia e - ha detto - "abbiamo preso una direzione sbagliata meglio tornare sui passi che avevamo promesso agli elettori", ha aggiunto.

Nella Lega non potevo essere incisivo

Il generale, poi, ha parlato anche del motivo della scelta di allontanarsi dal Carroccio. Nella Lega "non mi è stata data la possibilità di essere incisivo dal punto di vista politico. Tutti voi siete testimoni degli attacchi giornalieri nei miei confronti". Poi, "mi sono reso conto di dover fondare un soggetto politico che rispondesse ai miei valori", ha spiegato. E ancora: "Lealtà non vuol dire obbedienza cieca e assoluta, onore non vuol dire immobilismo, disciplina non significa rifiutarsi di pensare. Io sono rimasto fedele: sono stato eletto non perché ero un politico, ma perché avevo scritto un libro" su certi valori.

Da qui la decisione dello strappo: "La Lega mi aveva portato come persona che portava principi, valori e ideali. Nel momento in cui non vengono rispettati non rimango in un contenitore che tradisce la mia identità". "Io non ho preso nessun taxi. Evidentemente il taxi ha cambiato direzione, a me interessa arrivare alla meta. Sono sceso da questo taxi, procedo a piedi con lo zaino, bussola e cartina", ha aggiunto.

E, ancora, sullo strappo: "Non è possibile nei giorni pari dire di essere identitari e sovranisti e nei giorni dispari dire invece di essere liberali e progressisti, come si proponeva il documento di Zaia. Non è possibile - ha aggiunto - i giorni pari fondare una campagna pubblica dicendo basta armi all'Ucraina e poi il giorno dopo invece firmare il decreto di consegna delle armi all'Ucraina. Non è possibile fare una campagna pubblicitaria ed elettorale dicendo che si vuole demolire la legge Fornero e poi invece rimanere all'interno di una coalizione che la legge Fornero l'ha confermata e se vuole anche inasprita". E poi "non è possibile dire che è inopportuna una riunione alla Camera di liberi cittadini che vogliono presentare una proposta popolare di legge e poi invece indire il 18 aprile una piazzata a Milano con il tema la remigrazione".

Bisogna ricominciare a parlare con Putin

Rispondendo ad una domanda sui rapporti con la Russia, Vannacci ha detto che "Il Cremlino a lungo è stato giudicato intoccabile, impossibile parlarne. Negli ultimi giorni, prima Meloni, poi Merz, poi Macron, per ultimo il russofobo Stoltenberg, hanno detto che è il caso di parlare con Putin. Credo sia il caso: una nazione che si rispetti non smette mai di dialogare anche con i nemici. Anche nei periodi bellici più conflittuali i canali diplomatici non vengono mai chiusi, cosa che è accaduta con questa guerra con l'Ucraina". "Putin - ha aggiunto - è stato condannato per crimini di guerra, Macron nelle chat segrete con Trump aveva proposto di invitarlo all'Eliseo. Chi lo avrebbe aspettato allo Charles de Gaullè, la gendarmerie?".

Modena? Esempio di città della sinistra che sta fallendo

Non è mancato, poi, un commento su Modena, città nella quale ha parlato durante un incontro sul tema della remigrazione. "Io sono nato da un punto di vista professionale a Modena, che è un esempio di un'amministrazione di sinistra che sta fallendo: era una città sicurissima quando ho fatto l'Accademia militare, 20 anni fa, oggi grazie a questa politica immigratoria scellerata appoggiata dalla sinistra Modena è una delle città più insicure d'Italia".

"Non è un problema di percezione ma di realtà, quelli che ritengono che sia un problema di percezione sono quelli che abitano nei quartieri alti, che hanno la sicurezza privata, ma non le persone che vivono la quotidianità" ha aggiunto il leader del nuovo partito Futuro Nazionale.

Lasciare l'Europarlamento? Non conoscete la Costituzione

Il generale ha risposto anche a chi chiede il suo addio all'Europarlamento: "L'unico punto di riferimento sono principi, valori e ideali. Sono quelli per i quali gli elettori ci hanno votato. Non ci hanno votato per una casacca o per un partito. Chi dice che dovrei lasciare lo scranno da europarlamentare, oltretutto non conosce la Costituzione perché la Costituzione italiana all'articolo 67 dice che ogni membro del Parlamento rappresenta la nazione con la N maiuscola ed esercita le proprie funzioni senza vincoli di mandati. Il mandato è in capo all'eletto, non in capo al partito".

E, a Realpolitik su Retequattro, ha ribadito la sua intenzione: "Non mi dimetto. L'articolo 67 la Costituzione prevede che ogni membro rappresenta la nazione e poi non c'è il vincolo di mandato. Inoltre io sono stato eletto in Europa con 563mila preferenze e a chi mi dice che sono un ingrato ricordo che grazie alle mie preferenze la Lega ha ottenuto oltre al mio seggio altri due seggi al Parlamento europeo e allora loro dovrebbero rinunciare anche a quei due seggi. Quindi è un aspetto pretestuoso".

Il metodo Trump sull'immigrazione funziona

Per quanto riguarda immigrazione e Ice, il generale ha spiegato che "Qua nessuno conosce come opera l'Ice: quello che conosciamo sono i tre quattro eventi esecrabili riportati dalla stampa. Ma vi porto dei dati: nell'ultimo anno sono rientrati 2 milioni di stranieri nel Paese di origine, di cui 1 milione e mezzo volontariamente, quindi il metodo Trump funziona". "Dobbiamo - ha aggiunto - anche noi trovare modo di diminuire il numero di stranieri in Europa: la remigrazione è già in atto, vuol dire rientro delle persone presso il proprio Paese e sta avvenendo volontariamente. Lo possiamo sollecitare anche offrendo dei compensi, creando le condizioni affinché sia più intenso, agendo in modo coatto su chi è entrato illegalmente oppure su chi viola le nostre leggi o che non si assimila alla società delle rispettive nazioni".

Io come Fini? No, come Meloni quando ha lasciato il Pdl

A Realpolitik, programma di Retequattro, Vannacci ha commentato il paragone con Fini. "Più che come Fini, io mi sento come Meloni quando ha lasciato il Pdl per le divergenze di vedute. Sono due interpretazioni diverse. Salvini ha parlato di lealtà, onore, disciplina e dovere. Ma lealtà non vuol dire obbedienza cieca, onore non vuol dire immobilismo. Io non abbandono il posto di combattimento, sono l'unico che lo presiede".

I finanziatori? Saranno le persone che credono in questo progetto

Su Retequattro, poi, Vannacci ha spiegato chi potrebbe finanziare il nuovo progetto. "Strano abbiano detto Bannon, pensavo avessero detto la massoneria... Non credo che siamo sulla strada giusta: i finanziatori se ci saranno saranno le persone che credono in questo progetto e che sono rimaste pure nella loro identità e che si possa cambiare l'Italia".

Chi dice che voglio far fallire Meloni è grottesco

E su Giorgia Meloni, il generale taglia corto: "Io questa cosa la faccio per dare voce a chi crede in questi principi e valori e voglio fare un partito di destra vera che non vuol dire estrema ma forte e determinata e che non è la brutta copia della sinistra.

Ed è chiaro che questa destra vera si presenta come interlocutore dei partiti di destra e del centrodestra, le teorie che io mi sia messo d'accordo con qualcuno per far fallire Meloni sono grottesche, assurde. È chiaro che questa è l'intenzione poi devono essere bilaterali".

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica