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Valentina Menassi

Foto profilo di Valentina Menassi
Istruzione economica, appassionata di economia nazionale ed internazionale, ho lavorato come consulente in ambito comunicativo per il Parlamento Europeo.
Bresciana DOC, la mia più grande passione è fare informazione

A Monza prende vita il Punto Arcobaleno, il primo centro pubblico e strutturato della provincia di Monza e Brianza dedicato all’ascolto, all’accoglienza e all’accompagnamento delle persone e delle loro famiglie. Il progetto è promosso dal Comune di Monza e dalla Cooperativa Sociale Medihospes del Consorzio La Cascina, insieme alle associazioni Brianza Oltre l’Arcobaleno e Renzo e Lucio. In un territorio dove finora il supporto era affidato quasi esclusivamente al volontariato, il Punto Arcobaleno rappresenta un passo avanti importante: un servizio stabile, professionale, capace di costruire un ponte tra cittadini, servizi sociali, sistema sanitario e istituzioni. Come racconta a Il Giornale la coordinatrice Federica Guida, il cuore del progetto è un’équipe multiprofessionale composta da assistenti sociali, educatori, mediatori, psicologi, psicoterapeuti e avvocati, con l’obiettivo di offrire orientamento, ascolto e percorsi di accompagnamento personalizzati. La sede è il Centro Civico Libertà, scelto perché facilmente accessibile e pensato per diventare un luogo sicuro e riconoscibile per tutta la cittadinanza. Oltre allo sportello di ascolto, il progetto prevede anche incontri pubblici, iniziative culturali e momenti di sensibilizzazione. Dai primi accessi emerge soprattutto il bisogno di ascolto dei più giovani, spesso accompagnati dalle famiglie. Ed è proprio questo il senso più profondo del Punto Arcobaleno: offrire uno spazio dove nessuno si senta solo e dove la cura, il tempo e l’attenzione alle persone tornino ad avere un ruolo centrale.

Valentina Menassi
A Monza nasce il Punto Arcobaleno: un nuovo spazio pubblico di ascolto e accoglienza

La povertà in Italia non è più un fenomeno marginale: 2,2 milioni di famiglie vivono oggi in povertà assoluta e quasi 1 persona su 10 non riesce a sostenere le spese essenziali. A Milano, di fronte a bisogni sempre più complessi, Casa Jannacci rappresenta un modello innovativo di welfare, fondato sulla collaborazione tra pubblico e Terzo settore. Come racconta Anna Nikisyna, mediatrice culturale della cooperativa sociale Medihospes, la struttura accoglie persone senza dimora, nuclei monoparentali, richiedenti asilo e minori stranieri non accompagnati, costruendo percorsi personalizzati che uniscono casa, lavoro, lingua, formazione e supporto socio-sanitario. Solo nel 2024 sono state supportate 431 persone sole, 210 famiglie e oltre 470 minori stranieri in fase di inserimento. Grazie a Medihospes e alle realtà impegnate nella sua gestione, Casa Jannacci è oggi un hub polifunzionale dove nascono progetti educativi, spazi per l’infanzia, laboratori creativi, housing diffuso e iniziative di autonomia abitativa. Un luogo che non si limita ad assistere, ma accompagna verso dignità e indipendenza, trasformando fragilità in possibilità reali.

Valentina Menassi
Casa Jannacci: dove l’accoglienza diventa autonomia
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