Dopo l'incontro tra il Dalai Lama e il presidente Obama la Cina continua a protestare. Ora chiede ufficialmente agli Stati Uniti di "rimediare ai danni fatti" alle relazioni sino-americane
Cina
Il ministro degli Esteri cinese, Yang Jiechi, ha detto che la vendita di armi annunciata da Washington è "una evidente violazione del codice di condotta tra le Nazioni". E Pechino ribadisce la propria contrarietà alla visita del Dalai Lama a Washington
L'uomo, un povero autista di risciò, si giustifica sostenendo di non avere i soldi per l'asilo nido o una baby sitter. «Mia moglie è sempre malata e la mia prima figlia di quattro anni è stata rapita. E' duro, ma non posso correre il rischio di perdere pure il piccino, che ha solo due anni»
Un guidatore abusivo di risciò incatena Laolu, il figlio di 2 anni, a un palo davanti a un centro commerciale di Pechino per andare a lavorare
Barack Obama riceverà la guida spirituale tibetana alla Casa Bianca. La data precisa non è ancora stata fissata: dovrebbe essere il 17 o il 18 febbraio, fa sapere il portavoce Robert Gibbs
Il presidente degli Usa ignora il monito di Pechino: "Un incontro potrebbe danneggiare seriamente le relazioni tra i due Paesi". E conferma l'incontro con il leader spirituale tibetano. Il ministro degli Esteri cinese: "Fermamente contrario"
Scatta la ritorsione della Cina contro gli Stati Uniti, dopo che Washington ha annunciato il piano di vendere armi a Taiwan per 6,4 miliardi di dollari: "Grave minaccia alla sicurezza cinese". Ancora tensioni dopo il caso Google. La secca replica degli Usa
Ieri il discorso del segretario di Stato americano che ha attaccato la politica cinese sul web dopo la censura imposta a Google. La replica: "Intervento dannoso". E dagli articoli spariscono le critiche al governo
Il segretario di Stato americano: "Chi ostacola il libero flusso di informazioni rappresenta una minaccia. I governi non devono contrastare la libertà di connettersi alla rete. La Cina indaghi sulle cyber intrusioni" che hanno colpito Google
Il kolossal di Cameron, che anche in Asia sta battendo tutti i record d'incasso, sarà proiettato solo nella versione tradizionale. Secondo i blogger la decisione è politica ma anche economica: il governo vuol sostenere le produzioni nazionali, come il film sul filosofo