Leggi il settimanale

Napoli

Alina è la più anziana tra le decine di donne che quotidianamente, in pieno giorno, offrono il proprio corpo lungo le strade a ridosso della campagne di Marigliano, in provincia di Napoli. Il nome che le abbiamo attribuito è di fantasia. Dice di avere 64 anni e di fare la prostituta da 4 anni, da quando il marito è costretto a letto per problemi di salute. Si rifiuta di raccontare a microfoni accesi la sua storia (anche se in forma anonimo). È finita a battere la strada perché altrimenti non riuscirebbe a vivere. Racconta che ogni mese, tra l’affitto e le spese per il marito allettato, le restano 50 euro. Alina, per tirare a campare, offre prestazioni sessuali in una casupola abbandonata fatta di lastre di amianto danneggiate, nocive per la salute. Si consola pensando che l’anno prossimo tornerà nella sua Polonia. Si prostituisce, e lo fa in quelle condizioni, mentre a pochi passi c’è chi, impassibile, continua a lavorare la terra. Dalla sua alcova il viavai è continuo. Come lo è per le altre prostitute che si vendono lungo circa 5 km di strada. Molte sono originarie di diversi Paesi africani. C’è chi riferisce di non avere i documenti. Qualcuna sottovoce svela che è obbligata a prostituirsi. Lì non vuole starci, ma deve. Le servono soldi per la famiglia, altrimenti non può andarsene. Le prostitute vanno via nel pomeriggio, per poi tornare il giorno dopo, nello stesso posto, alla stessa ora e nell’indifferenza di tutti.

Agata Marianna Giannino
"Prostituta a 64 anni per pagare le cure a mio marito"

Dall'Austria arrivavano direttamente a Napoli per rifornire la criminalità organizzata campana. Così i carabinieri hanno dato esecuzione a un decreto di fermo nei confronti di 16 persone, indagate per traffico internazionale di armi. Per evitare di essere intercettati, al telefono utilizzavano un linguaggio in codice

Giovanna Pavesi
Camorra, collaudato traffico d'armi dall'Austria riforniva i clan campani

Gli agenti hanno praticato manovre di rianimazione, tirando fuori la lingua del piccolo in tempo, prima che soffocasse e massaggiato il petto del minorenne, il quale è riuscito a riprendersi

Ignazio Riccio
Napoli, poliziotti salvano un bambino
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica