I poveri martiri. Così in queste ore, dopo la pronuncia della Cassazione sulla cupola di Hamas in Italia, che ha accolto la linea della difesa, vengono definiti Mohammad Hannoun (nella foto sotto) e soci. La quinta sezione ha annullato con rinvio a una diversa sezione del Riesame di Genova l'arresto di Hannoun e degli altri tre rimasti in carcere in regime di massima sicurezza.
Tra i profili del "cerchio magico", però c'è un nome in particolare, quello di un uomo che è oggi a piede libero, nonostante all'inizio il giudice per le indagini preliminari avesse convalidato le misure cautelari richieste dall'accusa: si tratta di Ibrahim Salameh Abu Rawwa, referente dell'Abspp (l'associazione di Hannoun) per l'Emilia e, più in generale, per il nord-est Italia. In esclusiva Il Giornale vi può mostrare delle immagini che spiegano come sia tutto fuorché una figura marginale: non solo è al fianco dell'ex leader di Hamas Ismail Haniyeh (morto nel 2024), ma lo vediamo anche in uno dei tunnel che Hamas ha costruito a Gaza, il covo dei terroristi e sorridente mentre imbraccia un fucile con alle spalle le macerie.
Questo signore, quindi, gira liberamente per le nostre strade. Chissà se con un esponente dell'Isis avrebbero fatto lo stesso.
Ecco, quindi, che il 20 giugno 2024 si trovava all'interno della sede milanese della Abspp con, tra gli altri, Hannoun: Abu Rawwa, che ha appena portato 180mila euro a Milano, rappresenta ad Hannoun il progetto di trasferirsi in Scozia, ma Hannoun risponde che la cosa causerebbe un grave danno all'intera struttura, aggiungendo come il solo Abu Rawwa in otto mesi abbia raccolto più di tutti gli altri in tre, quattro anni. È una figura chiave, e a dirlo è lo stesso leader del movimento. I due contano, infatti, la somma conferita da Abu Rawwa che ammonta a 900mila euro, mentre il totale ha superato i due milioni e mezzo: il tutto in una conversazione di soli otto mesi dopo gli eventi del 7 ottobre.
Ah, ma loro li raccoglievano per la beneficenza. E, allora, perché Abu Rawwa, ha paura ad affrontare il discorso?
Il 24 marzo 2024, mentre era da solo in macchina, parlando ad alta voce in una sorta di flusso di coscienza, indica Hannoun come console di Gaza in Italia, poi menziona Osama Alisawi (ex ministro dei trasporti di Hamas). Terminato il soliloquio, invia un vocale a qualcuno chi gli ha chiesto l'Iban della Cupola d'Oro (l'altra associazione) al quale specifica che sono sempre le stesse persone che ci lavorano, hanno banalmente creato una nuova associazione solo per aver un altro Iban nell'attesa della sentenza. A domanda dell'interlocutore, Rawwa specifica che la loro (ovvero la Abspp) è l'unica associazione in Italia che raccoglie fondi per Gaza e sottolinea di non voler parlare al telefono dell'attività che svolgono: "Sono chiaro e non voglio parlare al telefono di queste cose perché il telefono...". Poi gli viene chiesto espressamente se loro fanno anche la raccolta fondi per la Muqawama (che in arabo significa letteralmente resistenza ed è il modo in cui chiamano Hamas): "Voi avete lì la raccolta, dei fratelli per gli aiuti alla Muqawama, ce l'avete?".
Rawwa sottolinea che nemmeno all'interno dell'autovettura è prudente parlare: "Anche se stiamo qua ci sentono" e di essere sicuramente monitorati: "Loro ci stanno dietro e per quello che i nostri telefoni ad un milione per cento sono intercettati".
Più volte interrompe l'interlocutore, gli dice di non parlare di questi argomenti, ma è difficile comprendere questo atteggiamento, considerando che le azioni umanitarie non dovrebbero essere un tabù. O, forse, voleva evitare che gli venisse chiesto con quali soldi avesse comprato, assieme al suo socio, circa 90 appartamenti all'asta?