Ilaria Salis e il suo assistente parlamentare Ivan Bonnin erano residenti nella stessa casa a Milano. A confermare lo scoop de il Giornale è l'europarlamentare di Avs, che però prova a negare l'evidenza della sua relazione.
"Ribadisco che Ivan Bonnin è un mio amico fidato oltre che collaboratore professionale al Parlamento europeo, ma non è il mio partner. La circostanza di aver avuto per un periodo la residenza allo stesso indirizzo a Milano, in un'abitazione nella quale né io né lui trascorriamo abitualmente molto tempo, non implica alcunché", ha dichiarato ieri la Salis all'Ansa. Poi ha aggiunto "è inopportuna e imbarazzante l'attenzione morbosa rivolta alla mia sfera privata, soprattutto in una fase in cui vi sono questioni di evidente rilevanza pubblica che meriterebbero ben altra considerazione", per arrivare a chiosare come "alcuni organi di stampa, tutti riconducibili a un preciso orientamento politico, continuano invece a portare avanti campagne diffamatorie nei miei confronti, individuando nella mia persona un bersaglio per loro ideale, in quanto donna di sinistra e antifascista. Si tratta di dinamiche squallide che respingo con fermezza, e rispetto alle quali non intendo in alcun modo lasciarmi intimidire".
Ci teniamo a rassicurare la signora Salis: a nessuno interesserebbe della sua sfera privata se non avesse nominato assistente parlamentare Bonnin, un pregiudicato il cui stipendio è pagato dall'Europarlamento con i soldi di tutti i cittadini, con il quale c'è una relazione che, nonostante lei continui a negarlo, va oltre una semplice amicizia, come emerge dalle evidenze. Ma chi è Ivano Bonnin?
Assistente parlamentare, compagno nella vita e ideologo del Salis pensiero. Fino al 28 aprile scorso uomo ombra dell'eurodeputata di Avs e oggi sotto i riflettori dopo che quel controllo nella stanza di un albergo romano, spacciato dalla Salis come metodo fascista contro di lei quando invece era una verifica di polizia su di lui, si è trasformato in un boomerang, scoprendo il vaso di Pandora sulle presunte irregolarità messe a segno dai due all'Europarlamento. Tracciando le attività portate avanti nell'ultimo anno dalla Salis, scopriamo che la coppia, di fatto, ha vissuto come pappagalli Inseparabili, sebbene su carta il nome di Bonnin resti sempre nell'ombra. Eppure è lui il co-autore del libro "Vipera", edito da Feltrinelli nel febbraio 2025, che in copertina, sull'Isbn e su tutte le piattaforme del circuito delle librerie riporta però esclusivamente il nome dell'europarlamentare. Una circostanza che apre interrogativi anche sui diritti d'autore, alla luce del fatto che seppur il nome di Bonnin non risulti, la circostanza che il lavoro sia stato fatto a quattro mani appare evidente nel frontespizio dell'opera, dove si legge "Ilaria Salis - Vipera - con Ivan Bonnin". Il tour di promozione del libro, comunque, i due lo hanno fatto sempre insieme. A partire dalla presentazione il 14 maggio scorso, a Bisceglie, con la coppia sul palco del festival pugliese. E ancora il 5 luglio scorso, seduti l'uno accanto all'altra proprio nel locale di fronte a casa in quella via di Milano tra Città Studi e Susa, la cui organizzazione è stata curata da una libreria a pochi passi dall'appartamento in cui viveva la coppia.
Pochi giorni prima la Salis e Bonnin erano stati allo Sherwood Festival, dove l'europarlamentare ha sottolineato come la spinta a scrivere dell'esperienza in una cella in Ungheria fosse nata dalla condivisione con altre compagne di prigionia e che la collaborazione di quel testo con il suo Ivan fosse basata "su un senso di fiducia e riconoscenza". E nell'occasione, Bonnin ha preso più volte la parola, smettendo per un attimo i panni dell'assistente e mostrandosi per ciò che sembra essere realmente: l'ideologo di Ilaria.