Il 3 a 3 di Empoli-Reggina finisce sotto inchiesta

da Roma

La volata salvezza finisce sotto inchiesta. I veleni e i sospetti piovuti sul rocambolesco 3-3 tra Empoli e Reggina arrivano sul tavolo degli 007 federali a tre giorni dall’ultima giornata di campionato. Il procuratore della Figc Palazzi ha chiesto all’Ufficio indagini di compiere gli «opportuni accertamenti» sulle dichiarazioni del ds del Siena Perinetti, del calciatore del Chievo Marcolini e dell’ad del Catania Lo Monaco. Dichiarazioni nelle quali «sembra farsi riferimento a presunti accordi fra società calcistiche volti a falsare la regolarità degli incontri».
Quanto avvenuto al Castellani (vantaggio di tre gol dei toscani nel primo tempo, grande rimonta dei calabresi nella ripresa) aveva quanto meno sorpreso giocatori e dirigenti delle squadre impegnate a evitare la retrocessione in B. E i toni più accesi erano stati quelli di Lo Monaco: secondo lui gli spettatori di Empoli avevano assistito «a una farsa e non a una partita». Come da prassi, un rappresentante dell’Ufficio indagini ha seguito di persona l’incontro sul campo toscano (lo stesso è accaduto anche per le altre sfide delle squadre impegnate nella lotta salvezza) e ha già redatto il suo rapporto sul match. Ma a poche ore dalla giornata che condannerà la terza squadra alla retrocessione tra i cadetti, Palazzi chiede altri accertamenti, soprattutto per garantire la regolare chiusura del torneo.
L’attenzione dell’Ufficio indagini si sposta dunque sulla stretta attualità del campo, mentre proseguono senza frutti gli interrogatori per il secondo filone di Calciopoli. Smentiti i rumors su eventuali «pentiti», Borrelli e i suoi collaboratori si trovano di fronte a un muro: nessuno ammette il possesso delle schede Sim svizzere acquistate da Luciano Moggi, gli ultimi ieri l’arbitro di Arezzo Paolo Bertini, il guardalinee Marcello Ambrosino (entrambi sospesi dall’attività dal presidente dell’Aia Gussoni il 19 aprile scorso) e l’ex fischietto Salvatore Racalbuto.


«Non escludo nulla - dice Borrelli, che ieri ha compiuto un anno da capo degli 007 della Figc, ma che a fine giugno lascerà sicuramente l’incarico - è chiaro che sarebbe fondamentale l’ammissione di qualcuno. Abbiamo ancora tanto lavoro da fare». E nelle prossime ore dovrebbero essere ascoltati, tra gli altri, gli arbitri Paparesta e Pieri e l’ex ds del Messina Fabiani.

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