50.000 lavoratori rischiano di finire sul lastrico, "esodati" dai crediti di lavoro non pagati dallo stato

Da Luglio 2012 gli operatori ippici non percepiscono quanto dovuto
Dopo tante promesse di essere pagati entro Febbraio 2013, ora rischiano di veder "spalmati i propri crediti nel prossimo triennio 2013/2014/2015

50.000 lavoratori rischiano di finire sul lastrico, "esodati" dai crediti di lavoro non pagati dallo stato

Il 18 febbraio si è svolto a Bologna un corteo di operatori ippici con la finalità di sensibilizzare la pubblica opinione sulla drammatica situazione in cui versa il comparto ippico.
I manifestanti si sono riuniti verso le 8 in via Stalingrado, da dove sono partiti scortati dalle forze dell’ordine.
Sono giunti in viale Masini e da lì hanno proseguito in via Matteotti e si sono disciolti in via Ferrarese.
Gli operatori ippici lamentano il mancato pagamento delle spettanze loro destinate dal mese di luglio 2012 ad oggi, da parte dei Ministeri competenti, MIPAAF e Finanze.

Questa condizione, alla quale si aggiunge la mancata attuazione delle riforme promesse, ma mai avviate, delle scommesse e del settore tutto, sta portando il comparto ippico al collasso.

La prospettiva, paventata dal decreto interministeriale del 31/1/13, oggi al vaglio della Corte dei Conti, di dilazionare il dovuto nel prossimo triennio 2013/2014/2015 avrà come unico risultato la fine certa del mondo ippico.


Gli operatori ippici rivendicano solo i loro diritti: i soldi che devono avere e le riforme che permetterebbero prima la sopravvivenza e poi un futuro ben diverso.
L’ippica non è solo “scommesse”, è soprattutto lavoro, impegno, competenze professionali, e i suoi “prodotti”, le corse, fanno vivere 50.000 famiglie.

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