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Abiti parquet, pailettes ovunque e (pochi) tocchi di vera classe

Samurai. Un po' kimono, un po' pigiama, un po' parquet posato non badando troppo agli incastri, ecco che la vestaglia arancione con le frange di Dargen D'Amico si impone come uno dei colpi d'occhio

Abiti parquet, pailettes ovunque e (pochi) tocchi di vera classe
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Dopo tanti giudizi sulla musica, i testi, le esibizioni e la conduzione, ecco ciò che rimane davanti agli occhi della "prima" sanremese di quest'anno: per l'estetica, una specie di giro sull'ottovolante, con picchi di eleganza e avvallamenti abissali nel cattivo gusto o nel ridicolo. Se poi siano meglio le montagne russe o il Festival, decidete voi.

Gioielli. Partiamo da Laura Pausini, che indossa abiti splendidi e si presenta con un collier assai impegnativo che ai più sembra rilucere di viola (sul palco...) ma in realtà dicono sia blu e che fa subito Titanic. Ci immagineremmo la Pausini iniziare a cantare My Heart Will Go On, ma niente, e di DiCaprio nemmeno l'ombra. Molti concorrenti di sesso maschile sfoggiano monili di varia natura e utilizzo: ci sono per esempio le catenelle che pendono sulla giacca di Nayt, e che insieme ai bottoni dorati danno al completo un tono da divisa a metà fra un ussaro e un colonnello del Kgb.

Pailettes. Sono tante, tantissime e luccicosissime: dall'abito di Arisa ne scendono a migliaia come gocce, stile certi lampadari d'antan e avvolgono Levante in un tubino fasciantissimo a spalle scoperte; soprattutto, i maschi "impreziosiscono" i loro completi total black a colpi di glitter (neri). La tendenza sbarluccicante piace a Can Yaman, l'unico più abbronzato di Carlo Conti, tirato a lucidissimo da olio e gel e col petto al vento, ma pure a Tiziano Ferro, a J-Ax (con cappello da cowboy, per via del ritmo da saloon della canzone), a Max Pezzali, a Sal Da Vinci che sfoggia i brillantini sul doppiopetto scuro con camicia bianca stile cerimonia (triste).

Samurai. Un po' kimono, un po' pigiama, un po' parquet posato non badando troppo agli incastri, ecco che la vestaglia arancione con le frange di Dargen D'Amico si impone come uno dei colpi d'occhio (o nell'occhio) più indimenticabili della serata. Stile Sol Levante - ma essenziale - anche per Nigiotti, che con lo chignon ricorda Hello Spank. E forse Fedez si è fatto prestare una katana per il "taglio" à la Fontana sul didietro della camicia (nera), che gli consente di mettere in mostra i suoi tatuaggi, altrimenti ingiustamente nascosti.

Azzardi. Bellissime, ma esagerate. Ditonellapiaga si presenta con, nell'ordine: calze a rete, minigonna-bignè rosa in esplosione, strascico lungo dieci volte la gonna, corpetto nero e t-shirt con la scritta, e trucco e parrucco da femme fatale degli Happy Days. Non si è fatta mancare proprio niente, così come Elettra Lamborghini, cleopatresca, col velo e l'oro a coprir la nudità e tante piume ("non naturali" si specifica) di ballerine a circondarla.

Classe.

Elegantissima Patty Pravo, chiccosissima Malika Ayane, ma Kabir Bedi è imbattibile: sarà che è di fianco al suo successore nel ruolo di Sandokan, ma è un vero principe, e gli basta giungere le mani in preghiera per incantare la platea.

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