Silvia Villani
Per i cittadini di Sesto San Giovanni il pericolo si nasconde nel sottosuolo. L'acqua di prima falda, situata a un centinaio di metri di superficie, si è infatti scoperto essere contaminata da tetracloroetilene, cloroformio e cromo esavalente, che sarebbe responsabile di tumori e reazioni allergiche. Se al momento, per i tecnici comunali e del Cap, i residenti non si trovano in pericolo, per evitare che le sostanze nocive vadano a inquinare anche l'acqua potabile, pescata molto più in profondità, prende il via un progetto per la realizzazione di quindici pozzi, situati nella zona nord della città, a pochi metri da Cologno Monzese, e nella zona sud, vicino la nuova sede dell'Università degli Studi di Milano a Marelli.
In un primo momento la Regione - titolare del procedimento su delega del ministero dell'Ambiente - ha cercato inutilmente la disponibilità dei proprietari privati a farsi carico di un progetto di bonifica della falda, individuando in un secondo momento nell'amministrazione comunale il soggetto pubblico in grado di occuparsi del coordinamento e dellelaborazione del progetto del costo di quasi sei milioni di euro, divisi in modo proporzionale tra i proprietari delle aree sulle quali verranno realizzati i pozzi. Il gruppo Falck, ad esempio, ha già presentato il preliminare di bonifica. Saranno coinvolte anche le zone degli ex stabilimenti Concordia, Marelli, le aree del gruppo Pasini, Zunino e del consorzio Vulcano. Circa l'85% dei proprietari delle aree interessate hanno già aderito al progetto. Manca invece il consenso dei gruppi minori e della Serravalle. In caso di risposta negativa però il Ministero potrebbe procedere con un'azione di danno e il conseguente esproprio della zona da bonificare. «Vogliamo recuperare sui danni ambientali che Sesto e i suoi cittadini hanno subito dall'industria, localizzata non solo in città ma anche in Brianza dove c'erano numerose concerie - ha dichiarato Fabio Fimiani, assessore all'Ambiente di Sesto -. La volontà è di trasformare un problema in una risorsa.
Acqua contaminata: quindici pozzi per renderla sicura
Il progetto costa 6 milioni di euro. I grandi gruppi hanno già aderito, manca il sì di Serravalle
Segui Il Giornale su Google Discover
Scegli Il Giornale come fonte preferita
Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.