Adesso Beppe Sala batte cassa. Il Pd ha festeggiato (anche) in piazza due sere fa la vittoria del No al Referendum sulla giustizia e a Milano la distanza dal Sì è stata schiacciante, circa 17 punti (102mila voti), solo il Municipio 1 è andato in controtendenza e le schede a favore del cambiamento sono state 1.080 in più. Il sindaco era salito sul palco con la segretaria Pd Elly Schlein per la chiusura della campagna in piazza Sant'Agostino e ieri ai microfoni di Rtl 102.5 ci ha tenuto a sottolineare che è "in carica dal 2016, in questi anni ci sono state otto elezioni tra Comunali, due Regionali e due Politiche, e a Milano il centrosinistra ha sempre vinto sul centrodestra", anche quando la Lombardia invece ha eletto il governatore leghista, il governo Meloni o, come questa volta, ha votato Sì al Referendum. Suona come un messaggio ai tanti che nel Pd e a sinistra hanno iniziato la campagna verso le Comunali del 2027 nel segno della "discontinuità". Lo ha detto più volte e esplicita ancora meglio dopo il risultato che "c'è qualche avversario che dice quello vuole lasciare per fare dell'altro ma lo sostengono da 10 anni e da 10 anni sono lì che martello e andrò avanti fino all'ultimo giorno. Ciò non toglie che se ci fossero le condizioni, e io lo spero, vorrei avere un futuro politico e continuare in questa esperienza". Se pensi a un posto in Senato o alla Camera alle prossime Politiche al momento non è chiaro.
A fronte del risultato nel centro storico, Sala dice "basta con questa storia del partito della Ztl, il no ha stravinto nelle periferie e non in Zona 1, quindi lascio la retorica agli altri e guardo pragmaticamente i numeri. Una forza progressista è radicata su Milano". In vista 2027 spera che "la lezione dal voto sia che si può ancora essere seri, pragmatici, non populisti. Questo è stato un po' il Papetee della giustizia. Se evochi Garlasco o la famiglia del bosco la gente si mette a ridere, ha vinto il popolare ha perso il populista. Cerchiamo di essere popolari". La mobilitazione dei giovani a favore del No per Sala non è stata una sorpresa, "è chiaro che per loro ha contato più il sentimento anti belligerante, quindi il giudizio sul governo e sulla vicinanza con gli Usa che il quesito, ma dobbiamo porre grande attenzione a loro". A livello nazionale non vede alternative alle primarie, il modello centrodestra - chi prende un voto in più fa il premier - "non è accettabile da Giuseppe Conte, Schlein lo sa benissimo. Quando? Non ci vadano all'ultimo perchè scateneranno anche tensioni interne quindi meglio assorbirle ben prima del voto".
Verso le prossime Comunali la storia è ancora tutta da scrivere.
Azione ha già avvisato che potrebbe prendere il largo (dal campo largo) e quella parte di sinistra e mondo ambientalista che ha contestato la vendita di San Siro e lo sviluppo urbanistico ben prima delle inchieste potrebbe esprimere un candidato. "La partita è apertissima - dice il capogruppo FdI Riccardo Truppo -. Che futuro può avere un sindaco che da un decennio trionfa sul nulla e incassa dai suoi solo distinguo e richieste di discontinuità?".