Dagli anni Settanta in poi il mondo è pieno di «malati» della chitarra acustica; folk, blues, in stile fingerpicking (per semplificare arpeggiato) o flatpicking (col plettro) abbiamo imparato ad amare virtuosi americani come il nero Blind Gary Davis e il bianco non vedente Doc Watson e i mille loro epigoni, passando per geniali inglesi come lex Pentangle John Renbourn. È proprio da Londra che arriva Adrian Legg, fenomeno del fingerpicking moderno che al Blue Note di Milano ha rinnovato ed attualizzato il complesso universo lirico della chitarra acustica. Classici del passato e composizioni originali nelle sue mani assumono una nuova dimensione atemporale; ogni suo concerto è diverso dagli altri.
Legg cura molto i suoni, usa gli effetti, elettrifica lo strumento senza mai indulgere a inutili virtuosismi o ad effetti strappapplausi. Gioca con gli accenti, lespressione, lintonazione con elegante abbandono e senza teatralità, battendo nuove strade che si dipanano dal folk e dal blues verso vie secondarie originali.Adrian Legg, chitarra magica che narra suggestioni antiche
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