Air France, vip spiati per mille miglia

Un’inchiesta svela: attraverso i punti premio, i dipendenti della compagnia scoprivano dove e con chi volavano i passeggeri famosi. Nel mirino anche Sarkozy

Air France, vip spiati per mille miglia

Clooney e Canalis inseparabili: è una posa o davvero vanno insieme dappertutto? Carla Bruni, viaggia senza il presidenzial marito? E Trezeguet, non è che va in Francia a trattare con i club d’Oltralpe? Se le cronache rosa e rosee (nel senso di sportive) non forniscono risposte, ora c’è la via del gossip fai-da-te.

Alcuni dipendenti di Air France, risulta da un’inchiesta che sta facendo scalpore, si improvvisavano detective consultando tanto illegalmente quanto facilmente i conti «mille miglia» dei Vip. Chi è iscritto ai programmi per frequent flyer infatti, lascia un’indelebile scia elettronica dei suoi spostamenti aerei. Voli presi, giorni, orari, destinazioni. E soprattutto, con quali compagni di viaggio. Sbirciando dal buco del pc, i dipendenti di Air France si sarebbero tolti in continuazione curiosità simili.

Difficile dire se informazioni così delicate venissero usate solo per soddisfare la sete di gossip nelle ore di noia impiegatizia o rivendute a compilatori di dossier illegali.

Il caso è emerso in Francia perché 13 clienti Vip della compagnia di bandiera si sono accorti di ammanchi nella loro ricca dote di «miglia», convertibili in voli gratis. A Lilian Thuram, ex difensore della Juventus, ne erano sparite 425.000. All’altro bianconero, David Trezeguet, di punti-miglia ne sono spariti 60.000. Jean-Louis Triaud, presidente del Bordeaux era stato alleggerito di 315.000. E attenzione, non si tratta di quisquilie: le miglia di Thuram da sole valevano biglietti aerei per 20mila euro. Che, a quanto pare, venivano rivenduti da agenzie compiacenti o sul sito di aste eBay. Un affare pulito e semplice. Almeno finché un imprenditore non si è accorto che sulla sua carta «Flying blue», così è denominata la Mille Miglia di Air France, era stato accreditato un volo New York-Parigi in business class a nome di un tal Thomas Mayer. Da qui è partita l’inchiesta che ha scoperto altarini sorprendenti: a rubare almeno 90 ticket di viaggio è stato un attore piuttosto noto in Francia, Mouss Diouf, e la compagna Sandrine F. Stando agli accertamenti della polizia, tutte le prenotazioni partivano dal cellulare della donna. E l’attore si era anche fatto emettere una «Flying Blue» clonando quella di Pape Diouf, presidente dell’Olympique Marsiglia e suo quasi omonimo. Risultato? Si era visto accreditare illecitamente 520mila punti.
Ma non è tutto, perché dall’inchiesta è emerso un altro aspetto sconcertante e che, sulla carta, potrebbe riguardarci tutti. La coppia aveva due complici all’interno della compagnia aerea, tali Khaled H. e Laila M., due impiegati che fungevano da talpe. Ma senza bisogno di particolari competenze informatiche. La polizia infatti ha scoperto, con preoccupazione, che l’accesso ai conti delle miglia, per i dipendenti della compagnia, era praticamente libero. E Khaled, interrogato dagli inquirenti, ha svelato che «così fan tutti»: «Durante il festival di Cannes - ha detto - tutte le ragazze consultano in continuazione i conti per sapere chi viaggia con chi…». Altro che Novella 2000. Analizzando le tracce informatiche delle consultazioni, è arrivata la conferma. La continua consultazione delle banche dati era all’ordine del giorno nella compagnia. Il conto di Carla Bruni ad esempio, era stato consultato cinque volte. E quello del presidente Sarkozy altre 11. Alla faccia di riservatezza e sicurezza.

Inutile farsi prendere dall’ansia da Grande Fratello. Ma il caso apre uno scenario inquietante, visto che di carte fedeltà, secondo l’Università di Parma, ne vengono emesse 30 milioni l’anno. La Mille Miglia Alitalia ad esempio è transitata in mano a circa 3 milioni di passeggeri. E c’è poi il versante delle carte fedeltà. Quelle dei supermercati, delle librerie, dei negozi di abbigliamento. Attraverso quei dati si può sapere tutto di noi: gusti alimentari, consumi, orientamento culturale e religioso. E se compri il completino intimo per la moglie o l’amante? La tua carta fedeltà se lo ricorda. Ma lo tiene per sé? C’è da sperarlo. Ma chi può controllare le migliaia di banche dati nelle quali ormai siamo impigliati?