Quando ha dichiarato di essere pronto a scendere in campo per il centrodestra, una settimana fa, il patron della catena "Panino Giusto" Antonio Civita ha citato tra gli sponsor Gabriele Albertini. E l'ex sindaco ieri ha riferito "averlo incontrato, è una persona che mi ha fatto un'eccellente impressione e ha un curriculum molto ragguardevole". Precisa di non essere "un decisore, ma solo un vecchio zio - scherza - che partecipa al Tavolo Milano" di Forza Italia per le prossime Comunali, "niente più di questo. L'ho segnalato ai dirigenti azzurri Letizia Moratti e Alessandro Sorte", segretario regionale, "che peraltro avevano già incontrato Civita. Volevo capire se intendessero convocare il Tavolo per fare una riflessione ma entrambi ritenevano l'argomento prematuro, e forse è anche vero. Se il mandato di Sala finisce nella primavera 2027 c'è più di un anno e può succedere di tutto". Detto questo, concorda che sia ragionevole aspettare qualche mese per evitare che "inizi il tiro al piccione", ma "a un civico che deve farsi conoscere al pubblico servono almeno 6 mesi di campagna. Sarebbe un disastro arrivare all'ultimo". E secondo Albertini per vincere "bisogna puntare su un esponente della società civile". Ieri alla kermesse di Fi al Teatro Manzoni ha apprezzato la partecipazione e l'apertura del leader di Azione Carlo Calenda a un'alleanza in vista delle prossime Comunali: "É positivo, a Milano città - ricorda - i neocentristi, sia lui che Matteo Renzi con Italia Viva, avevano fatto un grande risultato alle Politiche. Magari si è un po' asciugato adesso perchè si sono divisi, ma dato che noi partiamo con un divario del voto di lista rilevante, dal 10% in su a seconda dei sondaggi, anche il 2-3% dei voti trasferibili sul centrodestra è importante". Quindi, è il suo ragionamento, "se non si vuole dare per scontata la sconfitta bisognerà trovare un civico, qualsiasi nome troppo connotato politicamente può escludere i voti dei neocentristi che ci è indispensabile, non può mobilitare l'astensionismo di centrodestra e neanche i moderati di centrosinistra che potrebbero non riconoscersi in un candidato come quella del capogruppo regionale Pd Pierfrancesco Majorino troppo schierato a sinistra". Poi, puntualizza Albertini, "ci sono opinioni diverse come quella di Ignazio La Russa che non so bene come interpretare. Forse dà per scontato che si perda e allora, se 10-13 punti non sono colmabili, può considerare di fare un regalo a un politico che, anche se non vince, può avere un'iniezione di notorietà enorme come candidato sindaco del centrodestra a Milano. Può starci". Ogni riferimento al leader di Noi Moderati Maurizio Lupi, lanciato da La Russa, non è casuale. Ribadisce che "un politico di centrodestra, chiunque sa, non ha le carte per vincere, soprattutto se è di spicco.
Prenderebbe al massimo, ed è tutto da vedere, i voti delle liste convergenti ma non allargherebbe". Esclude un suo ritorno in campo: "Sono stato eletto sindaco a 46 anni, ora ne ho 75, se eletto rischiano di portarmi direttamente al Famedio - scherza -. Aiuterò qualcuno che può farcela".