Albertini: «Sono in pericolo le grandi opere»

«Se non facciamo in tempo, la metropolitana passerà in coda ai progetti esaminati dal Cipe. Addio ai finanziamenti. Bisognerà ricominciare tutto da capo e nemmeno la Moratti ce la farà a costruirla». Disegna uno scenario futuro con più di qualche nuvola Gabriele Albertini, piuttosto contrariato dopo l’ultima decisione del Tar. «Io - si difende - sono convinto che quello che è stato fatto con i provvedimenti adottati dalla nostra amministrazione, come confermato dalla bocciatura dei ricorsi, uno anche esaminato dal Consiglio di Stato, sia stato corretto, appropriato, non innovativo rispetto al bando e rispettoso di tutte le norme e le leggi. Sono fiducioso che questa convinzione sarà anche quella dei giudici amministrativi e che Milano possa avere con i proventi di questa amministrazione la linea 4 della metropolitana da Lorenteggio a Linate. E poi la Città delle culture all’Ansaldo, la grande Biblioteca europea ed altro ancora». Albertini spiega che, per il momento, non sarebbero arrivate offerte. Alla domanda se con il maxi-dividendo Sea e un mutuo acceso non si potrebbe fare una parte del cofinanziamento della metropolitana, Albertini ha replicato: «Servono 350 milioni e il dividendo Sea è molto inferiore. Per quanto riguarda i mutui sono tutti saturati nel senso che la legge finanziaria impone agli enti locali di rimanere entro parametri di rapporto tra entrate correnti, uscite correnti per interessi, entrate latu sensu e debito che non possiamo superare. Pena conseguenze sgradevoli sul piano dei trasferimenti. Saremmo multati se usciamo da questa configurazione equilibrata tra debito, investimento e spesa corrente».

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